Sanihelp.it – Avevamo lasciato Papa Leone in attesa di essere ricoverato e operato per un nodulo polmonare. Martedì 13 ottobre il pontefice è stato sottoposto al preannunciato intervento chirurgico, ma non è stato asportato solo il nodulo: l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori e quindi, per rendere l’intervento radicale, è stato tolto il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita.
L’adenocarcinoma polmonare è la forma più comune di tumore maligno al polmone. Fa parte del gruppo dei tumori polmonari definiti non a piccole cellule e ha origine dalle cellule che rivestono le ghiandole e le mucose respiratorie, in particolare nei tratti terminali dell’albero bronchiale e negli alveoli.
A differenza di altre tipologie di neoplasie polmonari, l’adenocarcinoma si sviluppa più frequentemente nelle regioni periferiche del polmone. Questa sua caratteristica lo rende il tumore polmonare più diffuso tra i non fumatori e nelle prime fasi della malattia tende a rimanere asintomatico. Nei paesi occidentali costituisce il 40-50% delle nuove diagnosi di tumori al polmone.
«Sarà ora importante anche avere informazioni precise sullo stato dei linfonodi asportati insieme al tumore, oltre che sul profilo molecolare del tumore stesso» ha spiegato all’ANSA Edoardo Mercadante, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica all’Irccs Ifo Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. «Questo consentirà di capire infatti se la particolare tipologia di tumore sia sensibile ad alcune terapie piuttosto che ad altre. In base a queste informazioni ed alla valutazione istologica dei linfonodi si valuterà se il Papa avrà bisogno anche di una terapia aggiuntiva, dopo l’intervento chirurgico, ovvero di una terapia adiuvante come la chemioterapia, l’immunoterapia o una terapia biologica, oppure se sarà stato sufficiente l’intervento chirurgico al quale potranno seguire solo dei controlli nei prossimi 5 anni».
Intanto lo scorso 17 ottobre il Papa è stato dimesso ed è potuto tornare alle sue attività in Vaticano e oggi, martedì 20 ottobre, è previsto un controllo. Al momento resta confermato il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre.



