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Salute orale e benessere sessuale, c’è relazione?

Sanihelp.it -Amore, intimità e sorriso: la sessualità non ha età. Quando si pensa al sesso si rivolge subito l’attenzione al mondo giovanile. Eppure, la scienza ci mostra un quadro molto diverso: l’intimità accompagna la vita delle persone ben oltre i 60 anni, e in molti casi rimane un ingrediente essenziale per la salute e il benessere anche dopo i 70 e gli 80.


Non si tratta solo di vicinanza, affetto, complicità ma anche di rapporti fisici. E sorprende scoprire quanto conti anche la salute orale, spesso trascurata, in questo delicato equilibrio. Ce ne parla il dottor Massimiliano Rea, odontoiatra presso il Poliambulatorio Medico Odontoiatrico Erresse di Ferrara.

Un incontro senza tempo

Uno dei più ampi studi internazionali sulla sessualità degli anziani, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto oltre 3.000 adulti tra i 57 e gli 85 anni. I risultati parlano chiaro: il 73% delle persone tra i 57 e i 64 anni è sessualmente attivo, la percentuale scende al 53% tra i 65 e i 74, e rimane comunque significativa (26%) anche dopo i 75. Numeri che ribaltano il pregiudizio di una terza età astenica e disinteressata alla sfera sessuale.

Gli uomini, in media, risultano più attivi delle donne. Ma il motivo non è tanto biologico, quanto sociale: con l’età molte donne perdono il partner e non trovano nuove relazioni stabili, e questo incide sulla possibilità di vivere la sessualità. Quando però una relazione c’è, il desiderio femminile resta vivo, anche se può incontrare più ostacoli fisici, come secchezza vaginale o difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Il pesante silenzio del non detto

“Le difficoltà sessuali non risparmiano nessuno” spiega il dottor Rea. “Negli uomini il problema più frequente è la disfunzione erettile, riportata dal 37% degli intervistati. Nelle donne dominano il calo del desiderio (43%) e la difficoltà di lubrificazione (39%). Ma ciò che colpisce di più è un altro dato: solo il 38% degli uomini e il 22% delle donne ha parlato di sesso con il proprio medico dopo i 50 anni”.


Il silenzio pesa. Molti smettono di cercare soluzioni a problemi che invece si potrebbero affrontare, con farmaci, terapie mirate o semplicemente con un corretto stile di vita. E qui entra in gioco un aspetto spesso trascurato: la salute orale.

Bocca e sessualità: un legame spesso nascosto

La bocca non è solo un organo funzionale per mangiare o parlare, ma un elemento chiave dell’intimità.

Chi soffre di malattie gengivali, carie non curate, perdita di denti, alitosi o porta delle protesi incongrue, tende a vivere la sessualità con maggiore imbarazzo. Le protesi mobili, soprattutto se instabili, diventano un ostacolo meccanico ma anche psicologico. Non è raro che chi porta una dentiera tema che questa si muova anche solo per dare un bacio, di fare rumore o di trovarsi in situazioni poco dignitose durante un rapporto intimo.

E non si tratta solo di percezioni: diversi studi dimostrano che la parodontite e la perdita di denti hanno un impatto diretto anche sulla funzione sessuale. L’infiammazione cronica che parte dalla bocca si ripercuote sull’intero organismo, peggiorando malattie cardiovascolari e diabete, che a loro volta sono nemici dichiarati della sessualità.

“Il bacio è il primo approccio intimo” sottolinea l’esperto “e senza un bacio è quasi impossibile che ci si apra ad un rapporto completo. È il gesto di intimità più universale, che non conosce età”.

Ma cosa succede se ci si vergogna a mostrare i denti? O se una protesi mobile instabile crea paura di incidenti imbarazzanti? Molti anziani evitano di baciarsi proprio per queste ragioni. L’imbarazzo prende il sopravvento sul desiderio, e si sceglie di rinunciare piuttosto che rischiare di sentirsi rifiutati.

Questo non solo riduce la vita sessuale, ma impoverisce anche il lato affettivo della coppia: meno baci, meno coccole, meno complicità. È un circolo vizioso che può portare a isolamento, solitudine e calo dell’autostima.

C’è infine un aspetto biologico non trascurabile. Diversi studi recenti hanno mostrato un legame tra malattie gengivali, perdita di denti, infezioni del cavo orale e disfunzioni sessuali.

In particolare, la parodontite – l’infiammazione cronica delle gengive che può portare alla perdita dei denti – è stata associata a un rischio più alto di disfunzione erettile negli uomini e di dolore o disagio nei rapporti nelle donne. Il motivo? L’infiammazione sistemica. Le malattie della bocca non si fermano lì: rilasciano batteri e molecole infiammatorie che entrano in circolo, influenzando la salute dei vasi sanguigni e dei tessuti genitali.

Parlarne, innanzitutto 

Di tutto questo si parla poco.  Anche i professionisti della salute tendono a evitare l’argomento, temendo di invadere la sfera privata del paziente. Ma la sessualità è parte integrante della salute globale, e non affrontarla significa trascurare un pezzo importante del benessere.

Non solo i medici di base, ma anche i dentisti possono fare molto. Un odontoiatra che si prende cura di denti, gengive e protesi contribuisce indirettamente a migliorare la vita sessuale dei pazienti. È un messaggio nuovo, che rompe i confini tradizionali tra discipline, ma che la scienza supporta sempre più.

Parlare di sesso dopo i 70 anni non dovrebbe essere un tabù. Parlare di salute orale legata al sesso, ancora meno. Eppure, la combinazione delle due cose è forse il tabù più grande di tutti.

Ma è proprio qui che si gioca la sfida del concetto “invecchiamento in salute”: riconoscere che intimità, affettività e sorriso sono parti inseparabili del benessere. Una bocca curata non è solo estetica, ma anche libertà di baciare, di sorridere, di amare senza imbarazzo.

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