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Pomodoro: uno scudo contro i tumori polmonari

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Pubblicato il: 08-01-2002

Carotenoidi: la parola non ti dice niente? Sono sostanze importantissime, che ci proteggono da alcune forme di tumore. Dove si trovano? Nelle verdure, naturalmente!

Sanihelp.it - Da diversi anni i carotenoidi sono sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori. E tutti gli studi concordano: questi veri e propri elisir di lunga vita svolgono nel nostro organismo la funzione di guardie del corpo delle molecole, contribuendo a proteggerci dai tumori.
Di più: una recente indagine, imponente per casistica e durata (pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition) sottolinea la loro particolare efficacia nel caso di organi fondamentali come i polmoni. In particolare, lo studio individua il licopene e l’alfacarotene come veri toccasana.
Un’arma in più non solo per i tabagisti, ma anche per quanti assumono involontariamente la loro dose quotidiana di smog.

Sotto la denominazione di carotenoidi si nasconde una serie piuttosto cospicua (circa cento) di pigmenti naturali colorati dal giallo al rosso.
Il loro nome deriva dai caroteni, idrocarburi tra cui il più diffuso è il betacarotene, così chiamato perché isolato per la prima volta dalle carote. «Sono antiossidanti perché proteggono le molecole biologiche dall’attacco dei radicali liberi che si formano continuamente nelle cellule come prodotto di scarto metabolico», spiega Carlo Lesi, primario del reparto di Dietologia all’Ospedale Maggiore di Bologna.

«I precursori dei radicali liberi avviano le alterazioni biochimiche che nelle cellule formano i tumori. In dettaglio, il licopene, isomero del betacarotene, è il pigmento del pomodoro e l’alfacarotene, insieme con il betacarotene, è il precursore della vitamina A nei vegetali. Queste sostanze nel mondo animale si chiamano retinoli (vitamina A) e sono presenti, per esempio, nel tuorlo d’uovo e nel rosso delle aragoste».

La difesa dagli attacchi dei radicali liberi nei polmoni è piuttosto concentrata e complessa. Se licopene e alfacarotene rappresentano le avanguardie, molti gregari contribuiscono a renderne incisiva l’azione: le vitamine E e C, i flavoni, i tocotrienoli.
«L’ipotesi più accreditata sostiene che l’associazione di questi composti permette di attaccare i radicali liberi in più punti del loro meccanismo biologico potenziandosi a vicenda», sottolinea Lesi. «È la stessa natura che ci offre un modo semplice e rapido per assumere questo prodigioso cocktail: consumare verdure, meglio se condite con olio extravergine di oliva».

Ma ad alcune condizioni: le verdure devono essere fresche, crude e non scelte tra le primizie. Pena la perdita o comunque l’impoverimento di gran parte delle loro benefiche proprietà. «Il licopene è presente soprattutto nei pomodori, ma anche nel melone e nella papaia; l’alfacarotene nelle verdure gialloarancioni (carote, peperoni gialli, pomodori), verdi (bietole, cicoria, cavolo riccio, spinaci) e nella frutta (agrumi, albicocche)», precisa Lesi.
Verdure e frutta che andrebbero assunte ad ogni pasto importante della giornata in grande quantità, ossia un piatto colmo o 2-3 frutti per ciascun appuntamento.

Della rosa di possibilità, ai fumatori non resta che puntare tutto sulla chance offerta dai pomodori, perché pare che il fumo determini un’alterazione nella composizione dei carotenoidi in generale ma non nel licopene.

Gli integratori in commercio, per quanto complessi nella loro formula, non contengono tutti i componenti delle verdure antitumore e neppure tutta la loro ricchezza nutritiva. Sono infatti privi, per esempio, di fibre, acqua e talvolta di sali minerali. La soluzione delle pillole può costituire solo una extrema ratio per chi proprio non sopporta i vegetali.


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Redazione Sanihelp.it

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