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Speciale Sole

Gioie e dolori dell'abbronzatura

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Pubblicato il: 01-06-2004

Prendere il sole fa bene o fa male? Le variabili in gioco sono tante ed è difficile dare una risposta univoca. Sanihelp.it lo ha chiesto alla dottoressa Laura Colonna, dermatologa dell'

Sanihelp.it - Il sole fa bene e male. Dipende da come lo si prende, da quanto ci stiamo, dalla protezione e dall'orario.
In generale si possono rintracciare effetti positivi e negativi, con l’aiuto della professoressa Laura Colonna dell'IDI, cerchiamo di definirli una volta per tutte.

Iniziamo dagli effetti positivi: quando il sole fa bene?
«Il sole è un elemento indispensabile per la vita di ognuno di noi e fa bene alla salute se ci esponiamo con intelligenza. È stato ampiamente dimostrato come il sole influisca positivamente sulla depressione e sui bioritmi. In particolare l'esposizione al sole è necessaria per la sintesi della vitamina D che è in grado di fissare il calcio alle ossa e quindi di prevenire l'osteoporosi e rachitismo. Questa vitamina è importante anche nel prevenire alcuni tipi di cancro e nella differenziazione e proliferazione dell’epidermide».

Mentre una cattiva esposizione qualche problema lo crea?
«Sì, gli effetti negativi sono legati alla cattiva esposizione. In particolare gli UVB (molto più potenti degli UVA) sono responsabili della scottatura solare. Vengono assorbiti dall'epidermide e meno dal derma. Poiché possono agire sul Dna delle cellule possono facilitare e provocare la formazione dei tumori cutanei. Ma è più recente la scoperta che anche gli UVA seppur meno potenti degli UVB, attraverso la formazione di radicali liberi determinano danni all’epidermide facilitando un precoce invecchiamento e alterando la struttura delle cellule. Le radiazioni che giungono a noi contengono più del 90% di UVA. Questi apparentemente più innocui non risentono delle variazioni stagionali o posizione geografica».

Concentriamoci sul melanoma, quanto dobbiamo preoccuparci?
«Il melanoma è un tumore molto aggressivo che deriva dai melanociti, le cellule che producono melanina. È stato accertato come le esposizioni intense e occasionali e le violente scottature avute nell’infanzia aumentino di circa 40 volte il rischio di avere il melanoma. In particolare le scottature dei raggi UV su cute chiara e sensibile è la condizione più temibile. Il sole preso ad intermittenza, per brevi periodi senza protezioni si è dimostrato la causa più frequente di aumento di incidenza di melanoma negli ultimi anni. Altri fattori importanti sono la familiarità ossia il fatto di avere in famiglia altri casi di melanoma».



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Redazione Sanihelp.it

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