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I risultati di uno studio multicentrico italiano

Sindrome fibromialgica: un aiuto dalla fangoterapia

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Pubblicato il: 07-01-2014

Uno studio multicentrico italiano ha per la prima volta ha validato come un ciclo di fanghi termali abbia effetti positivi come terapia di associazione per la Sindrome Fibromialgica.

Sindrome fibromialgica: un aiuto dalla fangoterapia © Photos.com Sanihelp.it - La sindrome fibromialgica (FMS) è una sindrome complessa che interessa fino a due milioni di italiani, soprattutto donne, definita da dolore muscolo-scheletrico non-articolare di lunga durata, diffuso e simmetrico, con specifica localizzazione su alcuni punti del corpo (i cosiddetti tender points). In mancanza di specifici marcatori di laboratorio o strumentali, la diagnosi di FMS è essenzialmente clinica. La sindrome si manifesta anche con affaticamento, disturbi del sonno, ansia, intestino irritabile, cefalea e parestesie.

«Negli ultimi anni la diagnosi di sindrome fibromialgica è stata definita meglio da specifiche linee guida che aiutano nella diagnosi differenziale con altre patologie dolorose diffuse. La patogenesi e l’eziologia della FMS rimane ancora oggi poco chiara. Le attuali strategie terapeutiche sono finalizzate a ridurre il dolore e altri sintomi associati. Sono state utilizzate diverse modalità di trattamento compresa la terapia farmacologica (farmaci anti-infiammatori non steroidei, analgesici, antidepressivi triciclici e inibitori della ricaptazione della serotonina), interventi psicologici, terapia fisica e programmi di esercizio fisico. Recentemente sono state pubblicate molte linee guida per il trattamento della FMS, basate sull’evidenza. Le raccomandazioni EULAR, che più delle altre sono basate sull’evidenza generata da studi clinici randomizzati e controllati sottolineano la necessità di includere, oltre alla terapia farmacologica, interventi non farmacologici quali: bagni caldi con esercizio fisico, programmi di attività fisica aerobica, terapia cognitiva comportamentale, fisioterapia», spiega il Professor Marco Vitale, Coordinatore Scientifico Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST), Università degli Studi di Parma.

Lo studio Effects of mud-bath treatment on fibromyalgia patients: a randomized clinical trial pubblicato su Rheumatology International, aveva come obiettivo indagare l’efficacia della fangoterapia e  chiarire se questi trattamenti fossero ben tollerati nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica, che proprio a causa della malattia hanno spesso difficoltà a sopportare per esempio la massoterapia, a causa del dolore che il solo contatto con la mano del massaggiatore può provocare.«Il nostro studio – spiega il Professor Franco Cozzi, Docente di Reumatologia e di Medicina Termale, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, U.O.C. di Reumatologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova – ha coinvolto quattro cattedre di reumatologia: Cagliari, Napoli, Siena e Padova con le rispettive stazioni termali di riferimento. Ogni centro ha reclutato circa venti pazienti fibromialgici procedendo a una randomizzazione tra pazienti sottoposte a un ciclo di fangoterapia rispetto a un gruppo controllo che pur continuando la terapia farmacologica, non ha usufruito dei trattamenti termali. Lo studio, tramite una scala di parametri validati (FIQ eVAS), ha verificato nel tempo le pazienti e i risultati più rilevanti sono stati: la conferma a 16 settimane (quattro mesi) dei miglioramenti significativi dei parametri di valutazione e l’ottima tolleranza dei trattamenti (nessuna defezione tra le persone arruolate nel trial) da parte delle pazienti. In quest’ottica anche se sappiamo che non c’è La terapia per la Sindrome Fibromialgica, che deve quindi essere affrontata con un approccio poli-terapeutico, il fatto di aver dimostrato che la fangoterapia ha effetti postivi, potrebbe consentire a queste pazienti di ridurre l’assunzione di farmaci sintomatici antidolorifici, che purtroppo dovrebbero essere assunti per la vita, data la cronicità della patologia».
 
I risultati dello studio suggeriscono come un ciclo di fangoterapia ogni sei mesi (due settimane di trattamenti con 10/12 applicazioni) fornirebbe alle pazienti affette da sindrome fibromialgica una copertura completa di un anno rispetto ai benefici derivanti dall’associazione trattamenti e terapie farmacologiche, centrando allo stesso tempo l’obiettivo di equilibrare la loro dipendenza dai farmaci.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa FoRST

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