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Pere e caffè: le feste si affrontano così

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Pubblicato il: 15-12-2015

Mangiare almeno una pera al giorno e consumare regolarmente caffè: il segreto per mantenersi in forma e allontanare lo spettro della malinconia

Pere e caffè: le feste si affrontano così © Thinstock

Sanihelp.it - Dicembre sta scorrendo velocemente: le feste natalizie sono dietro l’angolo e anche i buoni propositi per l’anno nuovo si fanno ogni giorno più concreti, le preoccupazioni sono sempre in aumento e il buon’umore, a volte,  vacilla.

Per fortuna ci pensa la scienza a dare dritte preziose per risollevare l’umore e la linea.

Uno studio americano ha evidenziato che mangiare pere regolarmente o per lo meno non escludere questo frutto dalla propria alimentazione aiuta a restare magri: i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti dal National Health and Nutrition Examination Survey, uno studio di popolazione che ha coinvolto ben 24808 persone dai 19 anni in su, scoprendo che a parità di calorie ingurgitate quotidianamente e di attività fisica svolta, un consumo piuttosto regolare di pere aiuta ad essere più magri.

Molto probabilmente è il contenuto di fibre delle pere a renderle così importanti per il mantenimento della linea: aiutano la digestione e aumentano il senso di sazietà; occhio a consumarne almeno una al giorno quindi.

Per quanto riguarda la tendenza ad essere malinconici, invece, è importante non dimenticarsi di un buon caffè: sempre uno studio americano ha utilizzato i dati di uno studio di popolazione condotto sulle infermiere per capire come il consumo di caffè può influenzare l’umore.

Gli autori dello studio si sono concentrati sulle modalità di consumo di caffè  con o senza caffeina, te, bevande analcoliche con caffeina o decaffeinate e cioccolato, di queste donne fra il 1980 e il 2004.

Dall’analisi di questa grossa mole di dati è emerso che le donne che hanno consumato due o tre tazze di caffè al giorno hanno evidenziato circa il 15% di probabilità in meno di sviluppare sintomi depressivi rispetto alle donne che hanno bevuto non più di una tazza di caffè a settimana.

La caffeina, in effetti, è capace di interagire positivamente con diversi recettori cerebrali e può promuovere la sensazione di benessere oltre che aumentare la concentrazione e la prontezza di riflessi: il consumo di caffè, in effetti, non è mai vietato neppure ai pazienti depressi, a meno che non interferisca con i farmaci antidepressivi assunti.

A fine pasto, dunque, una pera come frutto e un buon caffè per aiutare, rispettivamente,  la linea e scacciare quel senso di malinconia, che a volte,  ci assale soprattutto durante le feste. 

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