Sanihelp.it – Dal 1 al 7 ottobre ricorre la Settimana Mondiale dell’allattamento: per l’occasione la Società Italiana di Neonatologia (SIN) presenta i risultati del Progetto Policy Aziendale per l’Allattamento (PAA), che ha l’obiettivo di promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento nei Centri di Neonatologia e di Ostetricia e il nuovo Position Statement 2026 sull’Allattamento che ha lo scopo di orientare al sostegno dell’allattamento, con consulenze professionali individuali e di far chiarezza sul fatto che le controindicazioni ad allattare sono realmente rare, mentre sono frequenti le barriere e le difficoltà all’allattamento, tuttora troppo spesso erroneamente confuse con le vere controindicazioni, ma anche con i falsi miti.
In Italia nel 2025, i neonati sani e a termine, allattati esclusivamente al seno sono stati il 71% dei nati. A 2-3 mesi la percentuale scende al 48% ed a 4-5 mesi al 39% (Fonte: Istituto Superiore di Sanità). Persiste, inoltre, una differenza importante fra Centro e Nord, che mostrano tassi più elevati rispetto a Sud e Isole.
«L’allattamento materno è raccomandato dalle principali organizzazioni internazionali che si occupano di salute, dal Ministero della Salute e dalle società scientifiche di area perinatale e pediatrica e rappresenta un investimento per la salute della diade madre-neonato, con ricadute positive non solo sul piano clinico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale ed economico», ha affermato il Prof. Massimo Agosti, Presidente SIN.
«La consapevolezza dei benefici dell’allattamento, da sola, non basta perché una madre riesca ad allattare. È necessario che possa contare su un sostegno concreto e continuativo: da parte della famiglia, ma anche, e in modo determinante, da parte dei professionisti e dei servizi sanitari».
SIN, insieme a SIP e AIBLUD ha realizzato il Position Statement 2026 sull’Allattamento con un duplice scopo. Il primo, di orientare al sostegno dell’allattamento, con consulenze professionali individuali che riguardano la gestione competente dei problemi e dei dubbi solitamente incontrati dalle mamme nell’allattamento; il secondo, di far chiarezza sul fatto che le controindicazioni ad allattare sono realmente rare, mentre sono frequenti le barriere e le difficoltà all’allattamento, tuttora troppo spesso erroneamente confuse con le vere controindicazioni, ma anche con i falsi miti.
«Proprio su questo tema, uno studio recente mostra come il fenomeno dei malintesi e delle fake news sull’allattamento sia in riduzione nelle nuove generazioni; la generazione Z, infatti, risulta meglio informata rispetto a quella X» ha affermato in merito il Dott. Riccardo Davanzo della Commissione Allattamento della SIN che ha anche precisato- Questa differenza potrebbe essere dovuta alla facilità di recuperare informazioni dal web, ma anche ad una capacità a discriminarne la bontà».
Il Position Statement mira ad un sempre maggior impegno dei neonatologi ad implementare quei modelli organizzativi e quelle pratiche assistenziali che facilitano l’allattamento (contatto pelle a pelle fra madre e neonato, rooming-in di almeno 20/24 h e accesso libero del partner/caregiver).
«Dato che il latte materno rappresenta il nutrimento di prima scelta anche per il neonato pretermine, nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN) e nei reparti di Pediatria vanno maggiormente diffusi ed applicati i protocolli di sostegno all’avvio, al mantenimento e alla tutela dell’allattamento al seno e dell’uso del latte materno o, in alternativa, del latte umano donato- ha continuato il Dott. Davanzo che ha concluso- In particolare in TIN è indispensabile per la relazione madre-neonato e per il miglior sviluppo complessivo la presenza attiva dei genitori come veri e propri partner di cura, in un’ottica di Family Centered Integrated Care e di Zero Separation, utilizzando momenti intimi di incontro genitori-neonato, come la Kangaroo Care».



