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Malattie reumatiche

Artrite reumatoide


Una malattia in rosa, potremmo chiamarla: l'artrite reumatoide infatti predilige il sesso femminile (3 casi su 4), compromettendo qualità della vita e attività quotidiane di migliaia di persone. Per curarsi non esistono scorciatoie, ma solo una terapia step by step basata sui farmaci. Che ci riservano qualche novità per il futuro.
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Che cos'è

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Artrite: cos'è, quali sono le cause

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia multisistemica, che può coinvolgere l’intero organismo ma che colpisce in modo particolare le articolazioni degli arti (mani, polsi, gomiti, spalle, piedi, caviglie, ginocchia, anche) e, più tardivamente, del collo. Per fortuna, solo una minoranza dei pazienti ha manifestazioni extra-articolari, però a volte estremamente gravi: per esempio la localizzazione polmonare.

Si tratta di una malattia infiammatoria cronica e progressiva, dovuta a un’alterazione del sistema immunitario chiamata autoimmunità. In pratica, si tratta di un’aggressione da parte delle cellule del sistema immunitario al proprio organismo; come se si scatenasse una reazione di rigetto nei confronti delle strutture che compongono le articolazioni. Questa aggressione provoca una potente infiammazione e una progressiva distruzione delle intere articolazioni con deformità e invalidità. La principale causa di disabilità di questi pazienti è la distruzione delle articolazioni caratterizzata da una progressiva e inarrestabile (ma rallentabile) erosione ossea.

L’Artrite reumatoide è associata ad aumentato rischio di linfomi, infezioni e malattia vascolare coronarica, determinando una diminuzione dell’aspettativa della vita.
Le persone maggiormente colpite sono le donne (3 casi su 4) nella fascia di età compresa tra 40 e 60 anni, tuttavia può colpire ogni età dalla più tenera infanzia alla vecchiaia.

Le cause sono conosciute solo in parte. Certamente contribuiscono allo sviluppo della malattia sia molteplici fattori genetici (che determinano una predisposizione dell’individuo), sia vari fattori esterni o ambientali. Tra questi vi è il fumo, che è associato allo sviluppo dell’artrite nei pazienti che presentano particolari caratteristiche genetiche.
Si può ipotizzare che la malattia rappresenti la risposta/reazione a un agente infettivo sconosciuto - virus, micoplasmi ecc. - in un soggetto geneticamente suscettibile. È corretto parlare quindi di malattia multifattoriale.

Molto meglio conosciuta è la complessa sequenza di eventi che portano alla distruzione delle articolazioni. La conoscenza dei meccanismi responsabili dell’aggressione alle articolazioni nell’artrite reumatoide è molto importante per la messa a punto di farmaci mirati in grado di interferire sulla progressione della malattia. Tra questi, vi sono gli inibitori del TNF-alfa, una molecola appartenente alla famiglia delle citochine che ha un ruolo importante nello sviluppo dell’infiammazione e nella distruzione delle articolazioni in diverse forme di artrite cronica.
#6387 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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L'artrite reumatoide in numeri

Artrite reumatoide: quante persone colpisce? Quanto costa ai cittadini e allo stato? Ecco la malattia in numeri.

• circa 250.000 = i casi in Italia 

• oltre 10.000 = i nuovi casi ogni anno (in Italia) 

75% = la percentuale delle donne tra i pazienti con AR 

65% = la percentuale di AR con fattore reumatoide positivo 

0-100 = l’età in cui può manifestarsi l’AR 

40-60 = l’età in cui si manifesta più frequentemente 

3 mesi = il tempo, dalla comparsa dei sintomi, entro il quale va iniziata la cura 

14.000 € = il costo annuo medio di un paziente con AR nel 2002 (inclusi i costi indiretti come le giornate lavorative perse, le pensioni di invalidità ecc.) 
#6392 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Sintomi

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Gonfiore e dolore agli arti: devo andare dal medico?

Come si manifesta l'artrite reumatoide?
I sintomi iniziali sono il dolore, presente anche a riposo e durante la notte, e il gonfiore delle articolazioni. In molti casi le prime articolazioni a essere colpite sono quelle delle mani e dei polsi, ma ben presto la malattia può estendersi alle altre sedi.

Vi è spesso malessere generale e debolezza, a volte accompagnati da febbre.

Un sintomo caratteristico è la marcata rigidità ai movimenti presente al mattino, appena dopo il risveglio, che si protrae per almeno un’ora. Durante quest’ora, il paziente non è in grado di svolgere attività come vestirsi o sollevare le tapparelle, che riuscirà invece a svolgere più tardi nel corso della giornata.

Non è infrequente la comparsa di tendiniti e di altri sintomi che non coinvolgono solo le articolazioni.

La malattia è ciclica, alterna acutizzazioni a remissioni e porta alla deformità articolare. Ma se questi sintomi persistono per più di 3 settimane, si deve senz’altro consultare il proprio medico.
#6389 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Diagnosi

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Diagnosi di Artrite: prima arriva, meglio è

La diagnosi di Artrite Reumatoide è relativamente facile in fase avanzata di malattia, quando ormai si sono verificate le tipiche deformità alle articolazioni. Ma per effettuare un trattamento pienamente efficace è indispensabile arrivare alla diagnosi nelle prime settimane di malattia, prima che si siano verificati danni irreparabili.

Ma la diagnosi di AR in fase iniziale è spesso difficile, e richiede un’adeguata competenza specialistica. Per questo motivo vi è la necessità di Centri specializzati nella diagnosi e nel trattamento precoce dell’artrite.

Una convinzione molto diffusa è che la presenza del fattore reumatoide nel sangue sia indispensabile per la diagnosi. Questa convinzione è sbagliata, in quanto il fattore reumatoide è presente solo in 2 casi su 3 di AR e può inoltre risultare positivo in persone che non hanno l’AR. Quindi la diagnosi non si può basare solo sul risultato di questo esame.

Oltre alla diagnosi è importante la prognosi. Esistono ormai affidabili parametri clinici, di laboratorio e strumentali che permettono di prevedere la gravità della malattia nel singolo paziente e, quindi, di scegliere già in partenza il trattamento più adeguato.
#6388 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Cura e Terapia

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Artrite: la terapia è step by step

La terapia dell’AR è principalmente basata sui farmaci. Le diete, la ginnastica, le applicazioni calde o fredde e le terapie alternative possono aiutare, ma non sono in alcun modo sostitutivi delle medicine. Il paziente deve essere adeguatamente informato che seguire con regolarità e scrupolo la terapia sin dall’inizio vale a evitare le gravi conseguenze della malattia negli anni a venire.

Il trattamento si basa su quattro cardini:
1. controllo del dolore
2. diminuzione dell’infiammazione
3. salvaguardia delle articolazioni e quindi della funzione articolare
4. controllo della malattia sistemica.

Da un punto di vista farmacologico, la terapia è step by step: 1. antinfiammatori
2. corticosteroidi
3. DMARDS
4. farmaci biologici.

Si inizia con analgesici e antinfiammatori (ASA, FANS), per passare a corticosteroidi a bassa dose, quindi successivamente i cosiddetti DMARDS (acronimo inglese per: Farmaci per l’AR che modificano il corso della malattia).
Infatti gli antinfiammatori, incluso il cortisone, sono utili nel ridurre il dolore e l’infiammazione ma non prevengono il danno e la futura invalidità. È quindi necessario affiancare, da subito, altri farmaci con un’azione più profonda in grado di bloccare o rallentare il decorso della malattia. Tra i DMARDs vi sono l’idrossiclorochina, la sulfasalazina, i sali d’oro, la ciclosporina, la leflunomide ed il methotrexate.

La terapia con questi farmaci (usati da soli o in associazione tra loro) deve essere precoce. Infatti l’evoluzione dell’invalidità è tanto maggiore quanto più tempo si lascia trascorrere tra la comparsa della malattia e l’inizio del trattamento. Dopo l’inizio della terapia sono necessarie periodiche visite di controllo, con esami del sangue e radiografie, per poter modificare/adeguare tempestivamente la cura in caso di scarsa efficacia o di effetti collaterali.

Quindi, e solo dopo che tali farmaci abbiamo fallito o agito solo parzialmente, si potranno utilizzare i cosiddetti farmaci biologici. Si tratta di particolari anticorpi, o altre proteine complesse, realizzati con metodiche di ingegneria genetica e progettati per riconoscere e bloccare specifiche sostanze coinvolte nello sviluppo della malattia. 
I farmaci attualmente disponibili per il trattamento dell’artrite reumatoide sono diretti contro il TNF alfa o altre citochine dell’infiammazione. Sono maggiormente efficaci quando vengono somministrati insieme al methotrexate e possono bloccare la progressione della malattia anche in casi particolarmente difficili.

Si tratta comunque di sostanze costose e non prive di effetti collaterali, e per la loro poca maneggevolezza debbono essere sempre valutate per il rapporto rischio – beneficio e costo – efficacia. Tutto ciò, ovviamente, da parte di un sanitario specializzato, o particolarmente esperto in questo campo.

In Italia sono disponibili tutti i farmaci necessari per combattere l’Artrite Reumatoide, giusto i TNF alfa sono in fascia H, disponibili solo in via ospedaliera, data la loro specificità elevata. La situazione è del tutto analoga nella Comunità Europea, seppure con affini differenze distributive nei singoli 25 Paesi aderenti.
#6390 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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Artrite: 10 consigli per curarsi bene

 1. Il dolore sistematicamente notturno potrebbe già essere espressione di una malattia infiammatoria, quindi, ai primi sintomi (tumefazione e dolore alle articolazioni, rigidità mattutina), consultare il medico di famiglia, che valuti l’opportunità dell’invio allo specialista.

2. Non rivolgersi a maghi e santoni e pubblicità varie che promettono altrettanto magiche’/’miracolose immediate guarigioni.

3. Seguire scrupolosamente consigli e prescrizioni del medico.

4. Assumere con regolarità la terapia farmacologica.

5. Evitare l’autoprescrizione/automedicazione.

6. Non trascurare l’insorgenza di eventuali nuovi sintomi, che potrebbero essere conseguenti alla terapia (effetti collaterali).

7. Evitare il sovraccarico funzionale delle articolazioni dolenti o infiammate.

8. Mantenere una costante attività fisica ed evitare il sovrappeso.

9. In fase di malattia attiva (recrudescenza) evitare l’esposizione al sole, soprattutto nelle ore calde.

10. Non scoraggiarsi nel caso non si ottengano risultati immediati: la cronicità va affrontata in maniera positiva...
#6394 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Associazione Nazionale Malati Reumatici

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Artrite reumatoide: la terapia farmacologica fa progressi

Importanti passi avanti nella cura dell'artrite reumatoide, una malattia che nell’Unione Europea colpisce circa 4,5 milioni di persone. Per il trattamento di questa malattia la Commissione Europea ha approvato abatacept, il primo modulatore selettivo della co-stimolazione delle cellule T, che svolgono un ruolo importante nello sviluppo della patologia. Abatacept (disponibile in diversi paesi dell'Unione Europea già da giugno, mentre in Italia è al vaglio delle autorità) interrompe il processo infiammatorio associato all'artrite reumatoide modulando selettivamente uno dei segnali di attivazione costimolatoria richiesti. 
 
Abatacept è indicato, in combinazione con il metotressato, per il trattamento dell’artrite reumatoide attiva da moderata a grave nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta insufficiente o un'intolleranza ad altri farmaci antireumatici modificanti la malattia, incluso almeno un inibitore del fattore di necrosi tumorale (TNF). Durante il trattamento di combinazione con abatacept e metotressato sono stati dimostrati una riduzione della progressione del danno articolare e un miglioramento della funzione fisica.

La qualità della vita dei pazienti con artrite reumatoide è compromessa da dolore, disagio, deformazione e dal convincimento che non esistano terapie adeguate. Il costo di questa malattia, se non adeguatamente trattata, compresa la riduzione della capacità lavorativa dei pazienti e delle persone che li assistono, ha un impatto sociale notevole. Ebbene, la risposta osservata con abatacept si può tradurre proprio in un maggior numero di giornate attive per i pazienti.




#5846 Data pubblicazione: 24-05-2007
Fonte: Bristol-Myers Squibb

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Artrite: cosa ci riserva la ricerca per il futuro?

Nuove prospettive vengono dalle conoscenze sempre più approfondite dei meccanismi che determinano l'artrite reumatoide e, di conseguenza, dalla possibilità di sviluppare nuovi farmaci biologici. Farmaci diretti contro alcuni tipi di cellule coinvolte nella risposta immunitaria saranno disponibili a breve e molti altri sono attualmente in fase più o meno avanzata di sperimentazione clinica.

Un secondo aspetto importante riguarda la farmaco-genomica, cioè lo studio dei geni che regolano, per ciascun individuo, la risposta a un determinato farmaco e la comparsa di effetti collaterali. Ciò dovrebbe consentire, nel giro di qualche anno, di confezionare una terapia su misura scegliendo le cure più efficaci e meno tossiche per ciascun paziente sulla base delle sue caratteristiche genetiche individuali.

In un arco di tempo più lungo, la prospettiva è quella di applicare in campo reumatologico tecnologie complesse come la terapia genica o di sfruttare in modo innovativo le proprietà terapeutiche delle cellule staminali.

Va tuttavia ribadito che già oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, grazie a un corretto impiego delle terapie disponibili, è possibile: non avere dolore, svolgere una normale attività e mantenere una più che accettabile qualità di vita.
#6391 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Altre cure

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Cure termali: rimedi per combattere l'artrosi

Per dare una risposta a queste domande abbiamo intervistato il Prof. Giorgio Varacca direttore sanitario delle terme di Salsomaggiore (Pr).

Quale trattamento termale è consigliabile a seconda delle varie localizzazioni dell’artrosi?
«Esistono diverse metodiche termali che vanno dal semplice bagno termale all’associazione di fango e balneoterapia, dove l’azione del fango localizzato sulle articolazioni particolarmente colpite coadiuva l’azione del bagno.
A queste si aggiungono, a seconda delle necessità, trattamenti massoterapici e kinesiterapici.
Negli ultimi anni un grande risultato è stato raggiunto associando le cure tradizionali alla idrokinesiterapia in acqua termale. Si tratta di trattamenti personalizzati eseguiti sotto la guida del terapista della riabilitazione con la finalità di recuperare eventuali rigidità o disabilità articolari, sfruttando i benefici dell’acqua termale. L’acqua termale salsobromoiodica delle Terme di salsomaggiore presenta infatti notevoli proprietà antinfiammatorie e per la sua ipertonia agevola il movimento ed il conseguente recupero funzionale dell’articolazione interessata».

Può darci qualche breve indicazione sulle eventuali controindicazioni alla cura termale?
«In genere è bene evitare la cura termale nei soggetti in gravi condizioni dal punto di vista generale ed in tutti quei casi di dolori articolari o al rachide in fase acuta».

Questi trattamenti possono essere eseguiti in convenzione con il S.s.n.? E in questo caso può darci alcune informazioni di carattere generale sull’iter da seguire?
«Nel caso delle malattie reumatiche e dell’artrosi in particolare, è possibile eseguire il trattamento di balneo e fangoterapia attraverso il S.S.N. Con la semplice richiesta del medico curante, pagando solo il ticket sanitario previsto dalla legge.
Nella stazione termale di Salsomaggiore la convenzione prevede tuttavia molte altre terapie eseguibili con il S.s.n. quali: bagni salsobromoiodici con idromassaggio od ozono per Flebopatia cronica agli arti inferiori, 24 cure inalatorie per patologie croniche alle vie respiratorie, bagni salsobromoiodici e irrigazioni vaginali per alcune malattie croniche ginecologiche, insufflazioni endotimpaniche per la sordità rinogena.
E’ chiaro che ogni cittadino ha diritto alla convenzione di un solo ciclo di cura all’anno, nella stazione termale prescelta. I trattamenti si iniziano dopo la visita medica di ammissione».

I trattamenti termali possono integrarsi con altri tipi di cure quali la fitoterapia o ad altre medicine complementari? «Si, ma la cura termale è una terapia indipendente con proprie indicazioni, controindicazioni e con propri risultati, avvalorati dalla letteratura scientifica. L’aggiunta di estratti fitoterapici o di metodiche complementari può accentuarne gli effetti benefici , ma per una più corretta e chiara valutazione dei casi è preferibile utilizzare il solo mezzo termale».

Quali sono i vantaggi dei trattamenti termali rispetto a quelli farmaceutici?
«I vantaggi della terapia termale sono dati soprattutto dall’uso di un mezzo naturale e non di sintesi come il farmaco. La proprietà antinfiammatoria dell’acqua termale salsobromoiodica può ridurre sensibilmente la sintomatologia dolorosa che accompagna i processi patologici cronici, permettendo così una riduzione dei farmaci».
#710 Data pubblicazione: 20-12-2002
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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Artrite: utili consigli per una buona convivenza

Avere una patologia cronica significa essere pronti a dover convivere per tutta la vita con difficoltà che sembrano insormontabili. E sovente, nella persona affetta da patologia cronica invalidante com’è l’artrite reumatoide, è comune un atteggiamento di rinuncia e/o rifiuto rispetto alla malattia stessa, soprattutto quando le terapie non riescono a portare a risultati eclatanti e immediati.
In particolar modo chi è affetto da artrite reumatoide - patologia che non comporta il deterioramento delle capacità cognitive e intellettive - assiste spesso inerte al mutamento del proprio corpo e nno si rassegna alla necessità di riadattare i propri tempi.

Un paziente d’artrite reumatoide deve periodicamente fare degli esami clinici per controllare l’andamento della propria malattia; deve obbligatoriamente sottoporsi a controlli medici periodici e a sedute di fisioterapia per preservare la mobilità delle articolazioni colpite; deve seguire degli stili di vita il più possibile corretti con l’obiettivo di affaticare il meno possibile le articolazioni malate.
Questo malato reumatico è, quindi, obbligato a dover interagire frequentemente con il sistema sanitario e con quelli che ne sono i limiti e disservizi: liste d’attesa, accesso ai farmaci, molti dei quali in fascia C e quindi a suo carico, viaggi per raggiungere Centri specializzati - aumentando le difficoltà nel rivendicare quello che dovrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione Italiana e, dalla Carta Europea dei Diritti del Malato: il diritto alla salute.

Prendere coscienza della propria malattia è la chiave di volta per una proficua gestione della propria condizione.

La famiglia dovrà essere coinvolta nel percorso cronico di questo malato, sostenendolo ed appoggiandolo psicologicamente, prendendosi carico di tutti quei problemi che esso non sarà in grado di risolvere personalmente. Importante è che in questo processo di accompagnamento e di supporto da parte della famiglia, il malato non si senta di peso o di ostacolo a chi gli sta intorno.

C’è poi un aspetto non meno importante, ma scarsamente affrontato: l’artrite reumatoide e il sesso.
Avere rapporti sessuali con una persona le cui articolazioni sono un continuo scricchiolio condiziona sicuramente l’altro. I rapporti affettivi sono condizionati, o addirittura, non nasceranno mai.

Ecco quindi degli utili consigli per la convivenza con la malattia:
1. evitare la solitudine, intesa come condizione che può essere più invalidante della stessa malattia
2. evitare l’atteggiamento psicologico di insoddisfazione, timore, sconforto
3. prendere coscienza della malattia e portarla al di fuori delle mura domestiche
4. non essere considerati un malato da assistere, ma una persona con pari opportunità rispetto alla società
5. riappropriarsi dei diritti, spesso negati.

Il malato non deve accontentarsi di una vita vissuta a metà, ma deve agire e recitare da protagonista, in modo da gestire i propri cambiamenti e non esserne vittima, deve osare e danzare sulla ribalta della vita.
#6393 Data pubblicazione: 03-10-2007
Fonte: Associazione Nazionale Malati Reumatici

Glossario per Artrite reumatoide - Enciclopedia medica

 - Artrite reumatoide  - Malattie autoimmuni
 - Cronico  - Sistemico
 - Fans  - Citochine
 - Chinesiterapia  - Tendinite
 - Tnf


Farmaci

 - ACIRIL*GEL 50G 10%  - AIRTAL*40CPR RIV 100MG
 - AIRTAL*OS 30BUST 100MG  - ALGIX*20CPR RIV 60MG AL/AL
 - ALGIX*20CPR RIV 90MG AL/AL  - ALGIX*5CPR RIV 120MG AL/AL
 - ALGIX*7CPR RIV 30MG  - ALKET*28CPS 200MG RP
 - ARAVA*3CPR RIV 100MG  - ARAVA*FL 30CPR RIV 10MG
 - ARAVA*FL 30CPR RIV 20MG  - ARCOXIA*20CPR RIV 60MG AL/AL
 - ARCOXIA*20CPR RIV 90MG AL/AL  - ARCOXIA*28CPR RIV 30MG AL/AL
 - ARCOXIA*5CPR RIV 120MG AL/AL  - ARCOXIA*5CPR RIV 90MG AL/AL
 - ARCOXIA*7CPR RIV 30MG AL/AL  - ARDBEG*OS POLV AD 30BUST 80MG
 - ARFEN*30CPR 500MG  - ARFEN*GEL 50G 10%
 - ARTAXAN*30CPR RIV 1G  - ARTAXAN*OS GRAT 30BUST 1G
 - ARTILOG*20CPS 200MG AL/PVC TRA  - ARTRICOL*30CPR RIV 600MG
 - ARTRICOL*OS SOSP 30BUST 600MG  - ARTROMED*30CPR RIV 600MG
 - ARTROMED*OS SOSP 10BUST 600MG  - ARTROMED*OS SOSP 30BUST 600MG
 - ARTROSILENE*10SUPP 160MG  - ARTROSILENE*20CPS 320MG RP
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Tag cloud dei sintomi

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© 2014 sanihelp.it. All rights reserved.
Autore: Roberta Camisasca - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 01-01-2006

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