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Home > Salute e benessere > Malattie > Sclerosi multipla - Malattia

Malattie immunologiche

Sclerosi multipla


Dalla prevenzione alle terapie, dalla diagnosi agli ultimi ritrovati della ricerca. Interviste, commenti e ultime notizie. Un approfondimento a 360 gradi su una patologia ancora ricoperta dal mistero.
Le ultime news per Sclerosi multipla:
11-12-2013 Sclerosi multipla causata da una disfunzione metabolica
09-12-2013 Vaccino antitubercolosi come cura per la sclerosi multipla?
04-09-2013 Cervello: nel sonno si rigenera la guaina mielinica
17-07-2013 Sclerosi multipla: la spasticità rende la vita impossibile
29-05-2013 Sclerosi multipla under 35: duro impatto su lavoro e studio

Che cos'è

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Sclerosi: in Italia un nuovo caso ogni quattro ore

I dati epidemiologici relativi alla sclerosi multipla sono allarmanti: tre milioni le persone colpite in tutto il mondo, 400.000 in Europa, 50.000 in Italia. Nel nostro paese viene colpito un abitante ogni 1.100, con un “picco” di uno ogni 700 in Sardegna, e i nuovi casi diagnosticati sono circa 1.800 ogni anno. Uno ogni 4 ore.

La sclerosi multipla è una delle più frequenti cause di disabilità nelle persone giovani. Si tratta di una grave malattia cronica del sistema nervoso centrale, con esordio nell’età giovane-adulta e decorso variabile, spesso progressivamente invalidante. L’età a rischio è tra i 15 ed i 50 anni, ma spesso si manifesta tra i 20 ed i 30 anni.

In prevalenza le persone con sclerosi multipla sono donne, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini.

La sclerosi multipla è una malattia che danneggia la mielina, cioè la guaina protettiva delle fibre nervose, determinando con l’andare del tempo la comparsa di cicatrici sparse (le placche): la trasmissione degli impulsi nervosi viene così rallentata o bloccata. Questo significa che anche le azioni più semplici come camminare, leggere, parlare e prendere in mano un oggetto possono essere difficili dalla malattia.

Uno dei più frequenti ‘campanelli d'allarme’ (riscontrato all’inizio della malattia, addirittura, nell’oltre 50% dei casi) è la sensazione di fatica, associata ad altri sintomi o talvolta anche tempo prima che la malattia si renda evidente. Molto frequenti anche i disturbi sensitivi quali formicolii, senso di intorpidimento o di fasciatura del tono muscolare.

Più rari, ma ugualmente preoccupanti, sono i sintomi di tipo cerebellare, ovvero instabilità, sbandamenti, tremore che compaiono nel 15% dei casi indipendentemente dall’età; mentre è raro che all’inizio di un caso di SM si manifestino disturbi sfinterici e sessuali, dolore e problemi cognitivi.

Per l’assistenza alle persone con sclerosi multipla, in particolare ai neodiagnosticati, l'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) ha messo a disposizione un apposito numero verde: 800.803028.

Fonte: Aism
#1262 Data pubblicazione: 23-10-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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Sclerosi multipla: una malattia dai mille volti

La Sclerosi multipla è una grave patologia cronica del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla distruzione della mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e favorisce la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi.

L’esordio della malattia può essere diverso da individuo ad individuo, sia come tipologia dei sintomi, sia come frequenza con cui essi compaiono: debolezza muscolare, formicolii, disturbi della vista, intorpidimenti sono segni tipici dell’insorgenza della Sclerosi multipla e possono anche essere temporanei, per poi ripresentarsi successivamente.

L’ evoluzione è anch’essa variabile, le successive ricadute possono presentarsi dopo intervalli di tempo più o meno lunghi; i sintomi possono cambiare oppure ripresentarsi, ma con intensità diversa e diversa è anche la velocità con cui la malattia progredisce; in alcuni pazienti non vengono accumulate disabilità, in altri invece, dopo diversi anni di lenta progressione, si rende necessaria la sedia a rotelle.

La malattia è più frequente nel sesso femminile, in un rapporto di 3:2 rispetto al sesso maschile e colpisce prevalentemente le persone in età compresa tra i 20 e i 40 anni, con un picco di incidenza intorno ai 28-30 anni. In tutto il mondo, secondo i dati più attendibili, sono oltre un milione le persone affette da Sclerosi Multipla e in Italia oltre 45.000/50.000.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi della Sclerosi Multipla è innanzitutto clinica ma, per renderla più precisa ed accurata, è indispensabile avvalersi di ulteriori accertamenti che consentano il riconoscimento anticipato della patologia sin dai primi sintomi, senza dover aspettare ulteriori manifestazioni.

La Risonanza Magnetica è lo strumento per l’indagine di maggior importanza diagnostica. Il motivo è duplice: consente di anticipare i tempi di intervento terapeutico e permette di avere un controllo diretto dell’evoluzione della malattia.

Altri esami diagnostici sono l’esame del liquido cerebrospinale, che si ottiene tramite la puntura lombare e serve a mettere in luce uno stato infiammatorio del Sistema nervoso, caratterizzato da un lieve aumento di cellule e proteine, ma soprattutto dalle cosiddette bande oligoclonali.
E, infine, quello dei potenziali evocati, che permettono di scoprire un difetto di conduzione degli impulsi nervosi lungo le vie sensoriali visive, acustiche, tattili/dolorifiche o motorie.


#1187 Data pubblicazione: 25-09-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Prevenzione

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Sclerosi: i primi indizi sono debolezza e mancanza di sensibilità

Diamo il via a una serie di contributi finalizzati ad approfondire i diversi aspetti di una patologia, questa volta parliamo di sclerosi multipla e lo facciamo proponendo la prima parte di una intervista a Andrea Paolillo, direttore medico del settore neuro-immunologia della casa farmaceutica Serono, il contributo di un esperto per fare chiarezza sull’origine della sclerosi e sulla sintomatologia iniziale.

Qual è l’origine della sclerosi multipla? Un trauma, una malattia contratta in giovane età?
Esistono diverse ipotesi ma la verità è che la sua origine è tuttora ignota. L’eziopatogenesi (il prendere forma delle cause principali) multi-fattoriale della malattia crea parecchie difficoltà nella ricerca di un responsabile univoco, sempre se esiste. La genetica potrebbe essere di aiuto in questo ambito, sembra infatti che i malati di sclerosi abbiano tutti una certa predisposizione.

Che cosa accade quando ci si ammala di sclerosi.
Per capire a grandi linee che cosa accade dobbiamo innanzitutto immaginare un'infezione che attacca l’organismo e in particolare le cellule della mielina. I virus non solo danneggiano le cellule ma le modificano attraverso un marker. Le cellule della mielina marcate dai virus non vengono riconosciute dal nostro sistema immunitario che finisce per aggredirle e da luogo a una serie di lesioni focali nel cervello e nel midollo.

Quali sono i soggetti più colpiti? Una particolare condizione di vita è una variabile importante?
La sclerosi colpisce giovani tra i 20 e i 40 anni di età con un picco medio intorno ai 30. Negli ultimi anni è stata rintracciata anche in persone al di sotto dei 16 anni. Questo non indica una mutazione della malattia semmai un miglioramento della diagnosi.
Una particolare condizione di vita, magari disagiata, non è una condizione discriminante.

Prima di parlare di diagnosi facciamo un passo indietro. Come fa una persona a capire di essere affetta da sclerosi? Quali sono i primi sintomi?
Poiché la prima placca di infiammazione non colpisce una zona particolare del cervello il sorgere sintomatico della malattia è estremamente variabile, nonostante ciò esistono alcuni sintomi abbastanza tipici:
  • disturbo di tipo sensitivo, alla mano ad un braccio o a una gamba
  • deficit di forza
Va precisato comunque che il nostro cervello è costituito da zone anche mute, che non portano a effetti clinici. Altri sintomi frequenti e comuni che possono far pensare alla possibilità della malattia sono:
  • nevrite ottica retro-bulbare, caratterizzata da un disturbo della vista da parte del paziente
  • nevralgia del trigemino: disturbo di tipo urente, sensazione di bruciore, stilettata nelle zone di innervazione del nervo trigemino nel volto
Se si è in presenza di questo tipo di sintomatologia, e si rientra nelle classi di età indicate sopra è opportuno sottoporsi a un’analisi differenziale.


#1259 Data pubblicazione: 21-10-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Diagnosi

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Sclerosi: con la risonanza magnetica una diagnosi più veloce

Ho problemi di sensibilità alle braccia, accompagnata da disturbi alla vista, ho sentito dire che questi sono disturbi che possono indicare l’insorgere della sclerosi multipla. Che cosa devo fare? A chi mi rivolgo? Sanihelp.it lo ha chiesto al dottore Andrea Paolillo, Direttore medico del settore neuro immunologia della casa farmaceutica Serono.

Quali sono gli ingredienti che portano ad una veloce ed efficiente diagnosi?
La conoscenza della malattia e tanta informazione a riguardo. Da questo punto di vista nel corso degli ultimi anni stiamo assistendo ad un netto miglioramento. Internet è piena di siti che parlano di sclerosi multipla. Basta pensare che fino a 10 anni fa si arrivava alla diagnosi dopo 7 anni dall’apparire dei primi sintomi. Oggi mediamente si giunge alla diagnosi in circa 3 anni. L’importante è rivolgersi in centri specializzati.

Inizialmente cosa bisogna fare? A chi bisogna rivolgersi? dove bisogna andare?
Come stavo dicendo la prima cosa da fare è quella di rivolgersi presso un centro medico specializzato o un centro di controllo neurologico. Gli italiani hanno la fortuna di poter contare su diversi centri di questo tipo. (per trovare il centro più vicino consulta l’elenco fornito dall’Associazione italiana sclerosi multipla, Aism ndr.)
Bisogna precisare che la vera difficoltà sta nel riconoscere la malattia. È molto facile, inizialmente, confondere i disturbi, soprattutto quelli di tipo sensitivo che oltretutto non sono perenni. Ogni persona dà, infatti, un peso differente allo stesso disturbo, c’è chi si rivolge subito ad un medico e chi lascia correre.

Una volta che ci si è resi conto di aver un problema e ci si rivolge ad un centro specializzato che cosa accade?
Da circa 20 anni ormai la prima tecnica di diagnosi per una malattia di questo tipo è la risonanza magnetica. Con essa, infatti, si possono osservare entrambi i criteri fondamentali per fare una diagnosi di questa patologia: la disseminazione spaziale e temporale della patologia.

Osservazione della disseminazione spaziale: la risonanza magnetica permette di visualizzare che il soggetto ha più di una lesione in zone differenti del cervello.

Osservazione della disseminazione temporale: degli esami nel tempo posso vedere la comparsa di altre lesioni.

In questo modo è più semplice giungere ad una conclusione certa. In passato c’era bisogno della presenza di due disturbi clinici contemporaneamente e il paziente poteva restare sotto le cure del medico di famiglia per anni e di essere sottoposti a cure a base di cortisonici.

Pensiamo ai familiari, ci sono consigli da dare. Devono prendere precauzioni particolari, è una malattia infettiva?
Prima di tutto sgomberiamo il campo da equivoci: la sclerosi multipla non è una malattia infettiva. Pensando alla famiglia bisogna considerare che, data la giovane età del soggetto, tutti i familiari subiscono un grande shock che porta spesso a un atteggiamento iper-protettivo, soprattutto della figura materna, che tende a diventare soffocante.
L’unico aiuto vero è quello di aiutare il giovane e di fare di tutto perché sia seguito da specialisti. E che l’atteggiamento possessivo si tramuti in una positività e in fiducia dei trattamenti perché la ricerca sta facendo moltissimo a riguardo. Le terapie odierne non guariscono, ma hanno modificato il decorso.

Ed è proprio del decorso, insieme alle principali terapie che si parlerà nella terza parte dell’intervista.



#1261 Data pubblicazione: 22-10-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Cura e Terapia

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Aiutare il sistema immunitario, questa la funzione dell'interferone

Per combattere un male bisogna prima conoscerlo, ed è quello che faremo anche noi iniziando a indagare sull’evoluzione della malattia.

La sclerosi colpisce con decorso progressivo durante il quale si alternano periodi di spontaneo miglioramento ad altri di netto peggioramento. Quando si giunge a una fase pericolosa? Dopo quanti anni le condizioni diventano critiche?
La sclerosi multipla (SM) ha un suo processo evolutivo che porta a varie forme della stessa malattia.

Il suo esordio, come abbiamo già detto, avviene con un unico episodio che da luogo a disturbi non sempre ben identificabili.

Nel momento in cui si giunge a una diagnosi definitiva si ha la forma a maggior frequenza: la sclerosi multipla recidivante-remittente (il che significa un’alternanza di ricadute e guarigioni).

Queste continue ricadute portano a una diminuzione dei meccanismi di compenso detti di rimielinizzazione. Una malattia demielinizzante infatti finisce per colpire anche gli assoni. (i collegamenti tra i neuroni) e questo porta all’insorgere di un processo neuro-degenerativo che va aprendere il posto di quello infiammatorio.

Un processo che non è immediato perché il cervello è in grado di svolgere la stessa funzione anche se ha alcune parti danneggiate. La fase critica si manifesta solo dopo una serie di ricadute che portano alla perdita irreversibile di funzioni cerebrali.

Si arriva dunque a una fase della malattia in cui questi deficit vanno accumulandosi, in cui c’è il cosiddetto shift (passaggio) verso una forma in cui l’infiammazione cede il posto a fenomeni degenerativi irreversibili. In questa fase si parla di sclerosi progressiva.

Il decesso del malato è un evento rarissimo. Soprattutto se esso gode di assistenza domiciliare.

Passiamo alle cure. Abbiamo appena appreso dell’efficacia dell’interferone beta. Spieghiamo come funziona. Come è organizzata la cura? Quali sono i benefici per i pazienti?

Esistono tre tipi di intereferone: due sono beta1a e uno è beta1b.

In generale essi hanno efficacia nelle riduzione delle ricadute cliniche, riducono in modo significativo il numero di lesioni destruenti nel contesto del sistema nervoso centrale valutato mediante risonanza magnetica e soprattutto rallentano la progressione della malattia. Quello che è emerso negli studi recenti è che si ottengono migliori risultati praticando una maggiore dose del trattamento e una maggiore frequenza di somministrazione. Gli effetti collaterali (reazione negativa alla cura) possono essere limitati seguendo in modo corretto le procedure di somministrazione.

Come funzionano gli interferoni

Sono dei farmaci antivirali. Che svolgono anche azioni di tipo immunomodulanti. Modificano quindi l’azione del sistema immunitario che abbiamo visto è la causa della distruzione della mielina.

Il nostro sistema immunitario utilizza i linfociti T ed in particolare i T helper1 e i T helper2.
I linfociti T helper 1 scatenano l’attacco, la reazione infiammatoria che porta la distruzione di queste cellule.Contemporaneamente all’attacco dei T helper 1 intervengono i T helper 2 che liberano nell’organismo una serie di citochine, sostanze antinfiammatorie che modulano e regolano in costante equilibrio l’entità della risposta infiammatoria.

È stato notato che nei casi di SM c’è uno squilibrio (in parte su base genetica) nella risposta infiammatoria, in pratica predomina il primo gruppo di linfociti (T helper 1).

L’azione principale degli interfoni sta nel ristabilire quell’equilibrio, in modo che se si attiva un processo infiammatorio, questo dura di meno. Quindi meno infiammazione, meno formazione di placche e maggiore possibilità di prevenire fenomeni degenerativi.
Quindi meno infiammazione, meno formazione di placche e maggiore possibilità di prevenire fenomeni degenerativi.


#1263 Data pubblicazione: 23-10-2003
Fonte: Redazione

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Sclerosi multipla: alla ricerca della terapia più efficace

Il primo farmaco al mondo ufficialmente registrato per il trattamento della Sclerosi Multipla nella forma a ricadute e remissioni è stato l’interferone b (IFN b). Sebbene non sia in grado di guarire la malattia, esso ne ha modificato drasticamente le prospettive terapeutiche, dando maggior speranza a migliaia di pazienti.

Gli Interferoni hanno dimostrato di essere in grado di ridurre la frequenza e la severità delle ricadute, diminuire il numero di lesioni al Sistema nervoso centrale osservate alla Risonanza Magnetica e di rallentare la progressione di malattia.

Prodotto grazie all’Ingegneria Genetica l’IFN beta da anni ha sostituito trattamenti più aggressivi come quelli a base di corticosteroidi oppure meno efficaci come quelli a base di Glatiramer acetato.

Gli effetti collaterali dell’interferone beta variano per frequenza ed intensità e vanno da reazioni infiammatorie cutanee nella sede d’iniezione, a stati febbrili, cefalea, malessere generale e dolori articolari e muscolari nelle prime due ore dopo l’iniezione, fino a sindromi depressive maggiori, disfunzioni della tiroide e del fegato (rialzo transaminasi).

Attualmente vi sono tre tipi di interferone beta disponibili sul mercato: L’IFN-beta ricombinante 1-b (Betaferon), e due tipi di IFN-beta ricombinante 1-a (Avonex e Rebif).

Questi tre farmaci, disponibili in Italia, sono prescrivibili a carico del Servizio sanitario nazionale in 200 Centri ospedalieri autorizzati.

Oltre a quelli a base di IFN vi sono trattamenti che utilizzano altri farmaci:

Corticosteroidi

Per la loro potente azione antinfiammatoria ed immunosoppressiva, sono stati tra i primi farmaci usati per la cura della Sclerosi multipla. Si tratta di composti simili agli ormoni prodotti naturalmente dalle ghiandole surrenali.

Gli effetti collaterali indotti dall’uso prolungato di questo tipo di farmaco (i più gravi dei quali sono ulcere allo stomaco, cataratta, osteoporosi, danni alla testa del femore e alterato metabolismo glucidico) sono tali da impedirne l’assunzione per un lungo periodo.

Glatiramer acetato (copolimero-1)

È un farmaco sintetico costituito da 4 aminoacidi che formano una molecola molto simile a quella della proteina alla base della struttura della mielina.

Il meccanismo d'azione non è del tutto noto, tuttavia viene ipotizzato che esso funga da falso bersaglio per gli anticorpi che, nella Sclerosi multipla, attaccano e distruggono la mielina. Il Copolimero, che può ridurre la frequenza e l'intensità delle recidive, appartiene alla categoria degli “immunomodulatori”, composti che, come gli interferoni, modificano la risposta immunitaria senza sopprimerla.

La sua efficacia nel bloccare la malattia è comunque inferiore rispetto a quella degli IFN beta.


#1188 Data pubblicazione: 25-09-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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Sclerosi multipla: i farmaci messi a disposizione dal SSN

Negli ultimi 10 anni i maggiori progressi nella ricerca sui farmaci si sono avuti con gli immunomodulanti, che riducono gravità e frequenza delle ricadute, allentano la risposta infiammatoria e rallentano la progressione della malattia.

In particolare sono state approfondite le possibilità offerte dal trattamento con l’Interferone beta. Le ultime ricerche, infatti, condotte su grandi numeri di pazienti, hanno confermato l’efficacia degli interferoni ricombinanti beta1b e beta1a per contrastare l’avanzamento nella forma della malattia a ricadute e remissioni e, recentemente, anche in quella secondaria progressiva.

Il trattamento con l’Interferone beta permette di ridurre la frequenza e la gravità degli attacchi e rallenta la progressione della disabilità. L’interferone beta, nelle due forme 1a e 1b, è disponibile in Italia già dal 1996. Dal gennaio 2000, grazie alle iniziative del comitato scientifico dell’AISM e della Società Italiana di Neurologia presso il Ministero della Sanità, il farmaco è disponibile gratuitamente per una larga fascia (circa 10.000) di persone con sclerosi multipla.

Anche per il copolimero 1 è stata accertata l’efficacia nel ridurre la frequenza degli attacchi e nel rallentare la progressione della malattia, una preziosa alternativa per le persone con sclerosi multipla che non rispondono alle cure con l’Interferone; il copolimero viene erogato dal Sistema Sanitario Nazionale.

Numerose nuove sperimentazioni sono tuttora in fase di esecuzione o di programmazione e sono già stati avviati, inoltre, diversi studi terapeutici sulle forme progressive di SM, alcuni dei quali stanno già fornendo risultati promettenti.

Fonte: Associazione Italiana Sclerosi Multipla - Aism
#1264 Data pubblicazione: 23-10-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

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Nell'immediato futuro una pastiglia antisclerosi

La cura a base di interferone, quella che al momento offre i migliori risultati agisce sui meccanismi del sistema immunitario. L’obiettivo di una simile terapia, al momento non è quello portare ad una guarigione ma di modificare il decorso negativo della malattia. Abbiamo chiesto all’esperto neurologo di parlarci delle prospettive future.

Ci sono progetti che mirano alla guarigione da sclerosi multipla?
C’è un grosso vociferare sulle cellule staminali, studi pubblicati a riguardo dall’ospedale San Raffaele di Milano hanno sperimentato su animali di laboratorio la ricreazione di mielina attraverso queste cellule. Ci vorrà molto tempo prima di passare a sperimentazioni sull’uomo. Ma al di la della tempistica vorrei sottolineare come questo sia un progetto che vede la medicina Italiana in prima linea.

Anche la farmaco-genetica potrà essere di aiuto. La possibilità di avere uno screening del genoma umano permetterà di somministrare terapie personalizzate, con dosaggi modulati, e aumentare la quantità di informazioni. Nonché di giungere a una diagnosi sempre più velocemente. È un ambito questo nel quale Serono si trova sempre più coinvolta.

Quali sono i piani di Serono? Sta proseguendo solo sulla strada dell’interferone o sta esplorando anche altre vie.
Autonomia, benessere, soddisfazione delle persone con sclerosi multipla sono al centro delle nostre attività di progettazione e di creazione di strumenti atti a facilitare e ad agevolare la somministrazione della terapia.

E’ proprio in quest’ottica che Serono ha progettato una serie di strumenti a disposizione delle persone affette da sclerosi multipla ed utilizzatrici di interferone beta 1a. A Marzo 2004 per esempio sarà messo a disposizione un nuovo device (autoiniettore) per l’auto-somministrazione del trattamento e di un nuovo ago. Tutto ciò dovrebbe rendere meno dolorosa l’iniezione migliorando l’assistenza al paziente e l’adesione ad un trattamento cronico.

Ci sono nuove molecole in fase di sviluppo. L’obiettivo è quello di arrivare alla produzione di un farmaco da somministrare oralmente che può solo portare benefici nella terapia. La molecola in questione è rappresentata dalla cladribrina farmaco immunosoppressore dotato di buona sicurezza e tollerabilità in grado di spegnere i processi infiammatori della malattia.


#1268 Data pubblicazione: 23-10-2003
Fonte: Redazione Sanihelp.it

Glossario per Sclerosi multipla - Enciclopedia medica

 - Sindrome cerebellare  - Disturbi sfinterici
 - Interferone  - Risonanza magnetica nucleare
 - Mielina  - Assone
 - Sclerosi a placche  - Barriera ematoencefalica
 - Linfociti  - Cortisonici
 - Sistema nervoso  - Sistema immunitario
 - Genetica


Farmaci

 - AVONEX*IM 4PEN 30MCG/0,5ML+4AG  - AVONEX*IM 4SIR 30MCG/0,5ML+4AG
 - BACLOFENE SUN*INTRAT 0,05MG/ML  - BACLOFENE SUN*INTRAT 10MG/20ML
 - BACLOFENE SUN*INTRAT 10MG/5ML  - BETAFERON*15FL SC 0,25MG/ML+15
 - BOTOX*IM 1FL 100U ALLERGAN  - COPAXONE*SC 28SIR 20MG/ML
 - DEPOMEDROL*3FL 40MG 1ML  - DEPOMEDROL*INIET 1FL 40MG 1ML
 - EXTAVIA*SC 15FL 250MCG/ML+15SI  - FAMPYRA*4FL 14CPR 10MG
 - GILENYA*28CPS 0,5MG  - LIORESAL*FL 50CPR 10MG
 - LIORESAL*FL 50CPR 25MG  - LIORESAL*INTRATEC 1F 0,05MG/ML
 - LIORESAL*INTRATEC 1F 10MG 20ML  - LIORESAL*INTRATEC 1F 10MG 5ML
 - NAVIZAN*20CPR 2MG  - NAVIZAN*30CPR 4MG
 - NOVANTRONE*EV 1FL 10ML 2MG/ML  - NOVANTRONE*EV 1FL 5ML 2MG/ML
 - REBIF*SC 12PEN 12000000UI44MCG  - REBIF*SC 12PEN 6000000UI 22MCG
 - REBIF*SC 12SIR 12000000UI44MCG  - REBIF*SC 12SIR 6000000UI 22MCG
 - REBIF*SC 4CART 22MCG/0,5ML  - REBIF*SC 4CART 44MCG/0,5ML
 - SIRDALUD*15CPR 2MG  - SIRDALUD*15CPR 2MG
- Vedi tutti i farmaci

Tag cloud dei sintomi

accidente sensazione di acqua che scorre diminuzione della sensibilità acustica affaticabilità amaurosi amnesia apoplessia assenza astenia atassia sensazione di bruciore sensazione di caldo e freddo difficoltà a camminare riduzione del campo visivo capogiro cecità presenza nel campo visivo di zone di cecità cefalea repulsione per il cibo claudicazione alterazioni cognitive deficit cognitivi colpo coma conato confusione perdita di conoscenza contorcimenti contorsioni convulsioni paralisi di metà del corpo perdita di coscienza crampi sensazione di indurimento della cute disturbi della deambulazione debolezza deficit erettile deformazione deformità demenza diplopia disartria dismorfismo diminuzione della sensibilità al dolore ematemesi emicrania emiparesi emiplegia mancanza di equilibrio perdita dell'equilibrio problemi dell'erezione esauribilità perdita delle feci disturbo della fonazione alterazione della forma formicolii mancanza delle forze impotenza impotenza sessuale incontinenza (urinaria e fecale) incontinenza fecale incontinenza urinaria instabilità ipoacusia alterazione del linguaggio disturbi del linguaggio lipotimia lombaggine lombalgia dolore lombare visione di macchie scure malformazione mancamento perdita della memoria infermità mentale squilibrio mentale deterioramento della mente midriasi impellenza e impeto della minzione mioclonie miosi perdita completa della mobilità perdita della mobilità visione di mosche volanti movimenti involontari movimenti oculari involontari disturbi nella coordinazione dei movimenti contrazioni dolorose muscolari aumento del tono dei muscoli contrazioni dei muscoli crampi ai muscoli ipertonia dei muscoli rigidità dei muscoli scosse dei muscoli spasmi dei muscoli nausea visione di nebbia nistagmo obnubilamento dolore agli occhi oscillazione involontaria degli occhi rotazione involontaria degli occhi impellenza e impeto dell'orinazioni paralisi paresi parestesie difficoltà nel parlare impossibilità di parlare difficoltà della parola perdita della parola sensazione di indurimento della pelle sensazione di pizzicore difficoltà della pronuncia alterazioni delle pupille differente diametro delle pupille dilatazione delle pupille restringimento delle pupille rachialgia sensazione di ragnatela sul viso rallentamento problemi di rapporti sessuali impossibilità di ricordare rigetto rigurgito sbandamento dolore alla schiena scosse perdita dei sensi disturbi della sensibilità mancanza di controllo degli sfinteri sincope sonnolenza sordità spasmi spasmi dolorosi sensazione di puntura di spilli spossatezza stanchezza strabismo stupore svenimento giramento di testa male di testa torpore diminuzione dell'udito incapacità di trattenere l'urina perdita dell'urina impellenza e impeto dell'urinazione vertigini necessità impellente di svuotare la vescica mancanza di virilità visione doppia visione strabica alterazioni del viso disturbi della vista perdita della vista voltastomaco vomito sangue nel vomito sensazione di vomito zoppicamento

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 01-01-2006

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