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Sport invernali, quale alimentazione?

Sanihelp.it -Sci alpino, snowboard, pattinaggio di velocità, hockey su ghiaccio, biathlon: gli sport invernali mettono il fisico degli atleti di fronte a sfide uniche, che vanno oltre quelle delle discipline praticate in altre stagioni. Il freddo intenso, l’altitudine, gli sforzi esplosivi alternati a fasi di resistenza prolungata richiedono un’alimentazione studiata con particolare attenzione.


Praticare sport al freddo comporta un dispendio energetico superiore rispetto alle stesse attività svolte a temperature miti. “L’organismo deve produrre calore per mantenere costante la temperatura corporea, e questo richiede energia supplementare”, spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione. “A questa necessità si aggiunge spesso il fattore dell’altitudine: molti sport invernali si praticano in quota, dove l’aria rarefatta riduce la disponibilità di ossigeno e aumenta ulteriormente lo stress metabolico.”

Gli sport su neve e ghiaccio presentano caratteristiche molto diverse tra loro. Discipline come lo sci alpino e lo snowboard richiedono brevi esplosioni di potenza muscolare, con una componente tecnica e di equilibrio fondamentale. Il pattinaggio di velocità combina forza esplosiva e resistenza anaerobica. Il biathlon alterna lo sforzo prolungato dello sci di fondo alla concentrazione richiesta dal tiro. L‘hockey su ghiaccio prevede sprint ripetuti, cambi di direzione fulminei e contatti fisici intensi. Lo sci di fondo e lo skating rappresentano l’essenza della resistenza aerobica, con gare che possono durare oltre un’ora di sforzo continuo ad alta intensità.

In questo panorama così variegato, un elemento nutrizionale accomuna le esigenze di tutti questi atleti: un elevato fabbisogno proteico di alta qualità. “La carne di manzo, come quella irlandese Grass Fed, risponde perfettamente a questa necessità” sottolinea Giorgio Donegani. “Contiene tra il 20% e il 25% di proteine a seconda dei tagli 5,6ma ciò che conta davvero è che si tratta di proteine ‘nobili’,7 ricche di tutti gli aminoacidi essenziali che il nostro organismo non riesce a sintetizzare autonomamente.”

Gli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) – presenti in abbondanza nella carne di manzo – supportano sia gli sport esplosivi sia quelli di resistenza: aiutano a preservare la massa muscolare, forniscono energia immediata e favoriscono il recupero post allenamento.

“Il principio della supercompensazione è alla base di ogni allenamento efficace” ricorda Donegani. “L’organismo deve poter riparare i danni causati dall’allenamento e potenziarsi, così da arrivare a esprimere il massimo nel momento della competizione, e per farlo ha bisogno di un adeguato apporto proteico.”

Un elemento distintivo che rende la carne di manzo particolarmente preziosa per gli sportivi è il suo contenuto di creatina, un aminoacido di cui il manzo rappresenta la migliore fonte alimentare. La creatina svolge un ruolo chiave nel sistema energetico, essendo coinvolta nel processo di rigenerazione dell’adenosina trifosfato (ATP), la principale fonte di energia utilizzata dalle cellule muscolari durante l’attività fisica ad alta intensità e breve durata.


“Per gli atleti che praticano sport con componenti esplosive – pensiamo agli scatti nel pattinaggio di velocità, ai salti nel freestyle, alle accelerazioni nell’hockey su ghiaccio – la creatina presente naturalmente nella carne di manzo può fare la differenza” evidenzia Donegani.

I suoi effetti sono molteplici:
• aumento della forza e della potenza muscolare,
• miglioramento delle prestazioni in attività ad alta intensità,
•riduzione dei danni muscolari indotti dall’esercizio fisico intenso,
•accelerazione del recupero muscolare,
•stimolo all’aumento della dimensione e del volume dei muscoli

Un nutriente che fa davvero la differenza per chi pratica sport invernali, specialmente in quota, è il ferro. “La carne di manzo ne è particolarmente ricca e in una forma facilmente assimilabile” spiega Donegani. “Il ferro contribuisce alla formazione di due proteine fondamentali: l’emoglobina e la mioglobina.” L’emoglobina, componente dei globuli rossi, cattura l’ossigeno nei polmoni e lo trasporta ai muscoli attraverso il sangue. La mioglobina, localizzata nei muscoli, prende l’ossigeno dal sangue per rilasciarlo alle cellule muscolari quando ne hanno bisogno. Questo meccanismo diventa ancora più critico in altitudine, dove la pressione parziale dell’ossigeno è ridotta.

Per i fondisti e i biatleti, che devono mantenere uno sforzo aerobico prolungato spesso oltre i 1.500-2.000 metri di quota, avere livelli ottimali di ferro significa poter ottimizzare il trasporto di ossigeno e mantenere alta la qualità della prestazione. “Se c’è poco ferro nell’organismo, ai muscoli arriva poco ossigeno e si può arrivare alla cosiddetta “anemia dello sportivo”, condizione che riduce la capacità di ossigenazione e provoca calo di rendimento e affaticamento precoce”, avverte l’esperto.

Oltre al ferro, la carne di manzo irlandese Grass Fed si distingue per il suo contenuto di zinco, naturalmente più elevato grazie alla dieta a base di erba, fondamentale per favorire la riparazione muscolare e contrastare il danno ossidativo causato dai radicali liberi, che aumentano durante l’attività fisica intensa. Lo zinco contribuisce, inoltre, al buon funzionamento del sistema immunitario, aspetto cruciale per atleti che si allenano al freddo e sono più esposti al rischio di infezioni delle vie respiratorie.

Anche l’apporto di vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B12, risulta significativo nelle carni provenienti da animali allevati prevalentemente al pascolo. Secondo i dati Teagasc, la carne Grass Fed contiene livelli superiori di vitamine e antiossidanti rispetto alla carne non Grass Fed, grazie alla maggiore presenza di erba fresca nella dieta dei bovini.

Le vitamine del gruppo B svolgono un ruolo prezioso nel metabolismo energetico e nella salute del sistema nervoso. La vitamina B12 è essenziale per la produzione dei globuli rossi e per ottimizzare la sintesi delle proteine, mentre le altre vitamine del gruppo B supportano la trasformazione del cibo in energia utilizzabile durante l’esercizio. Per gli hockeisti, che devono combinare forza, velocità, precisione e prontezza di riflessi, questo supporto al sistema nervoso risulta particolarmente importante. Allo stesso modo, i biatleti – che devono alternare lo sforzo fisico intenso dello sci di fondo alla concentrazione assoluta richiesta dal tiro di precisione – traggono beneficio dal supporto che le vitamine del gruppo B offrono alla funzionalità nervosa.

“È interessante osservare come nella carne di manzo si concentrino molte delle sostanze che gli sportivi utilizzano maggiormente in forma di integratori per migliorare le loro prestazioni”, evidenzia Donegani.

Proteine, creatina, aminoacidi a catena ramificata, ferro, zinco, vitamina B12, sono tutti elementi che spesso gli atleti assumono separatamente sotto forma di supplementi. Tuttavia, assumere queste sostanze in modo naturale comporta vantaggi significativi. “Nella carne le sostanze utili sono presenti in modo equilibrato” spiega l’esperto. “Per esempio, contiene i diversi aminoacidi negli stessi rapporti che servono all’organismo per il metabolismo muscolare. Inoltre, assunte con la carne, le diverse sostanze sono altamente biodisponibili: vengono rapidamente assimilate e utilizzate. Senza dimenticare che i nutrienti agiscono in contemporaneità, nel senso che consumando carne l’organismo ha a disposizione quanto gli necessita al momento giusto.”

 

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