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Dermatite atopica


La malattia č anche conosciuta come:
eczema atopico, eczema costituzionale, neurodermite, prurigo di besnier


Colpisce un milione di bimbi italiani, si manifesta sulla pelle ma lascia macchie indelebili anche a livello psicologico: la dermatite atopica va affrontata, con i farmaci giusti, la corretta igiene e... tante vacanze al mare!
Categoria: Malattie dermatologiche
Sigla: DA

Che cos'è - Dermatite atopica

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Dermatite Atopica: quando la pelle è malata

L’eczema atopico o dermatite atopica è una malattia a carattere cronico, recidivante e pruriginosa, causata da infiammazione dovuta a una risposta immune iperattiva agli stimoli esterni.
Molto comune nel primo anno di vita, in genere scompare verso il secondo anno d'età ma può essere la prima manifestazione della cosiddetta marcia atopica, che include l’asma allergico e la rino-congiuntivite. Spesso le persone che guariscono dalla dermatite atopica sono geneticamente predisposte allo sviluppo di altre manifestazioni allergiche.

Il meccanismo che ne determina l'insorgenza non è ancora completamente noto, anche se indubbiamente si tratta di una patologia multifattoriale in cui sono coinvolti fattori genetici e immunologici.
La malattia infatti è la conseguenza di una risposta immunitaria esagerata e alterata nei confronti di alcuni antigeni ambientali come le polveri di casa, i peli di animali, i pollini e alcune sostanze alimentari in grado di liberare istamina, come la cioccolata, le arachidi, i piselli e la frutta secca. Anche uova, latte vaccino e pesce sono possibili colpevoli. La reazione può essere scatenata per ingestione o per contatto diretto con questi cibi. Infatti poiché la barriera cutanea delle persone affette da dermatite atopica è generalmente secca, è più facilmente penetrabile da fattori esterni, che – una volta passati - possono scatenare l’infiammazione.

Inoltre, la malattia si manifesta in soggetti che sono geneticamente predisposti alla produzione di anticorpi di tipo IgE. Tale predisposizione genetica all’atopia, cioè all'abnorme sensibilità nei confronti di alcune sostanze, è un fattore di primaria importanza: infatti i figli di genitori non atopici possono esserlo nella misura del 10%. Questa percentuale è però destinata a salire al 20-40% se un genitore è atopico, e al 20-35% se un fratello ne è affetto.

La malattia colpisce più frequentemente:
-i bambini con storia familiare di patologie allergiche quali asma, rinite o eczema, soprattutto nella linea materna
-le femmine (con probabilità di contrarre un eczema circa 1,3 volte superiore a quella dei maschi)
-i bambini di famiglie appartenenti a classi sociali più elevate e i bambini appartenenti a nuclei familiari ristretti (figli unici o con uno o due fratelli o sorelle).

Esistono inoltre alcuni stimoli che influiscono negativamente sul decorso della malattia e provocano un rapido peggioramento del quadro clinico:
-la sudorazione causata dall'esercizio fisico, dal calore, dagli stress emotivi
-l'irritazione locale provocata da indumenti di lana o sintetici
-l'uso di detergenti aggressivi e di cosmetici non idonei.

La dermatite atopica è caratterizzata dall'alternanza di fasi di riacutizzazione, che si osservano soprattutto durante la stagione fredda, e di fasi di remissione, che si verificano prevalentemente in estate, grazie all' azione benefica dei raggi ultravioletti.

Per quanto riguarda le possibili complicanze, la più comune, originata dall'intenso grattamento provocato dal prurito, è la comparsa di superinfezioni batteriche (per esempio da stafilococchi), che possono essere anche di notevole gravità.
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Quanti bambini soffrono di eczema?

La pelle dei bambini è a rischio: in Italia i casi di dermatite atopica sono in forte aumento. In meno di dieci anni, il numero dei bambini della fascia di età 6-7 anni con dermatite atopica è cresciuto fino al 6 %. E anche tra i ragazzi più grandi, quelli della fascia di età 13-14 anni, le diagnosi sono aumentate di circa il 2%. Oggi in Italia, i bambini tra 0 e 14 anni che ne soffrono sono circa 1 milione (7%).

L’incremento della dermatite è legato soprattutto al mutato stile di vita. La crescita viene infatti registrata soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli che si stanno occidentalizzando. Come le malattie a carattere allergico, la dermatite colpisce soprattutto i bambini che vivono in famiglie poco numerose (ne sono affetti in particolare i primogeniti), caratterizzate da un elevato livello culturale, residenti nelle città.

Nel 65% dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, nel 90% entro i cinque anni. Tra i 6 e i 7 anni ne soffre il 14%, mentre tra i 13 e i 14 anni la percentuale scende all’11%. Ma anche gli adolescenti ne sono colpiti: superata la fase della pubertà, in circa il 50% dei casi si osserva un miglioramento spontaneo dalla malattia, mentre nel rimanente 50% la patologia permane.

A oggi non ci sono teorie scientificamente comprovate sulle cause dell’insorgenza o dell’incremento della dermatite atopica, ma si ipotizza che l'aumento dell'esposizione ad agenti inquinanti, ad allergeni domestici e la riduzione dell'allattamento al seno possano essere delle concause.
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Fai un check up alla pelle del tuo bimbo

Sanihelp.it - La pelle di un neonato è delicata, sottile come una velina e fragilissima. Per questo può essere soggetta a diverse problematiche. Impara a riconoscerle e, naturalmente, a risolverle.

CROSTA LATTEA.
Cos’è:
altrimenti detta dermatite seborroica, è un fenomeno assolutamente normale nelle primissime settimane di vita del neonato e non deve destare preoccupazione, anche perché scompare in genere da sola nel giro di tre mesi. Però se è associata ad altri sintomi, come alterazioni della crescita, coliche, dermatiti di altro genere, o se le croste diventano dure o arrivano a coprire l’intero capo del neonato, è bene rivolgersi al pediatra.
Cause: eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole della pelle.
Sintomi: croste giallastre o grigio-gialle, di solito localizzate sul cuoio capelluto ma anche sulla fronte, dietro le orecchie, sotto le ascelle e nelle pieghe inguinali. Le croste tendono a espandersi e unirsi. Non comporta prurito.
Terapia: le croste vanno rimosse delicatamente, ammorbidendole con impacchi locali di olio di calendula o di oliva o con applicazioni di shampoo oleato, che devono agire tutta la giornata. La sera si rimuove il tutto con un pettinino dai denti fini e fitti, terminando con uno shampoo delicato.

ERITEMA DA PANNOLINO.
Cos’è: una reazione al contatto del pannolino.
Cause: estrema acidità delle feci, pelle particolarmente sensibile, reazione a caldo e sudore o contatto prolungato con il pannolino sporco.
Sintomi: la pelle intorno ai genitali e all’ano è rossa, gonfia, screpolata, dolente e possono comparire vesciche e ulcerazioni.
Terapia: cambiate spesso il pannolino, per i lavaggi no al sapone, usate olio di mandorle dolci e asciugate bene la pelle, soprattutto tra le pieghe, usando un panno morbido, lasciate il più possibile la pelle senza pannolino, e prima di rimetterlo applicate una pomata alla calendula oppure del burro di karité puro. Nel bagnetto aggiungete amido di riso o bicarbonato.

DERMATITE ATOPICA: leggi il Focus!
Cos’è: una vera e propria malattia della pelle.
Cause: è geneticamente determinata.
Sintomi: papule e croste.
Terapia: farmacologica.

ORTICARIA.
Cos’è: una dermatosi.
Cause: fattori allergici, stimoli fisici, fattori tossici endogeni ed esogeni: pollini, polveri, piante, insetti, alimenti, farmaci, sangue, calore, freddo, luce solare ecc.
Sintomi: bollicine molto pruriginose, possono comparire in varie parti del corpo e presentarsi alcuni giorni dopo la scomparsa.
Terapia: farmaci sintomatici (antistaminici e, nei casi più gravi, corticosteroidi). Per alleviare il prurito, fategli spugnature con acqua fredda.
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Prevenzione - Dermatite atopica

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Allattamento: 10 motivi per farlo

Sanihelp.it - L’allattamento al seno è essenziale per il benessere del bambino, sia nell’immediato che per il suo futuro, e in più ha effetti benefici per la mamma, provati da evidenze scientifiche. Usato come unico nutrimento fino ai sei mesi compiuti, il latte materno è un ottimo scudo preventivo: semplice, economico ed efficace. Ecco tutti i vantaggi:
Il latte materno fa risparmiare tempo e denaro: è sempre pronto, alla giusta temperatura e non necessita di accessori per la preparazione. In più, si risparmia sull’acquisto di sostituti e di altre attrezzature, sulle spese mediche e sui metodi contraccettivi.
 
Il primo latte (colostro) ha un particolare valore nutritivo per il neonato (grazie al suo alto contenuto di proteine e di vitamine liposolubili) e riduce il rischio di sovrappeso e obesità.
 
È la prima immunizzazione del neonato: riduce l’incidenza di varie malattie come otite media, diarrea, polmonite, asma e allergie, anche anni dopo che l’allattamento è cessato. Anche l’insorgenza di infezioni delle vie urinarie, di eczemi e di eruzioni cutanee nella zona del pannolino risulta meno frequente tra gli allattati al seno rispetto ai bambini nutriti con latte artificiale.
 
Il latte materno favorisce lo sviluppo comportamentale del bambino, e secondo uno studio danese migliora il suo QI e influenza l’evoluzione del cervello, misurato come abilità nel gattonare, nell’afferrare gli oggetti e nell’articolare sillabe.
 
Essendo facilmente digeribile, il latte materno scongiura flatulenza e mal di pancia.
 
È un contraccettivo naturale: fintanto che una mamma allatta e finché non è ricomparso il ciclo, la protezione da altre gravidanze durante i primi sei mesi di vita del bambino è del 98% (LAM: Metodo dell’Amenorrea Lattazionale).
 
Favorisce il benessere emozionale e psicologico della madre, sviluppando la sua autostima e la fiducia nelle sue capacità.
 
Ha numerosi vantaggi per la salute della madre: nell’immediato facilita il recupero fisico dopo il parto e, aumentando il fabbisogno energetico, aiuta a smaltire l’eventuale sovrappeso accumulato in gravidanza. Nel lungo termine riduce il rischio di sviluppare osteoporosi, cancro al seno e all’epitelio delle ovaie.
 
Riduce i rischi di anemia: successivamente al parto, ogni volta che la madre allatta, il suo utero si contrae, prevenendo eccessive perdite di sangue. Con il passare dei mesi, l’allattamento riduce la frequenza e la gravità dell’anemia perché, ritardando il ritorno del ciclo mensile, aiuta la mamma a ricostruire le sue riserve di ferro.
 
Rafforza il legame affettivo, dal momento che le poppate frequenti offrono molte occasioni di contatto tra madre e figlio e permettono di migliorare la reciproca conoscenza.
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Se lo stress fa ammalare la pelle

Con la sua superficie di circa 6 metri quadrati, la pelle riveste un ruolo fondamentale nel garantire al nostro corpo termoregolazione, idratazione e difesa. In pratica, rappresenta il filtro tra noi e il mondo esterno. 
Naturale che, quando qualcosa non va a livello fisico o psicologico, spesso sia proprio la cute a lanciare i primi segnali, con squilibri nel ciclo di rinnovamento cellulare che sfociano in inestetismi o vere e proprie patologie. In tutti questi casi tra i principali imputati c’è lo stress, che è una risposta adattiva dell’organismo agli stimoli esterni ma che, quando diventa cronico, influisce negativamente sui meccanismi cellulari, provocando lo stato patologico.

La pelle infatti è la sede privilegiata delle somatizzazioni: il cortisolo endogeno prodotto dall’organismo per proteggerci da eventi stressanti diventa così intenso da portare a uno squilibrio e a un impoverimento delle risorse interne. Inoltre i periodi di stress sono caratterizzati da un abbassamento delle difese immunitarie, per cui la cute, come il resto del corpo, è più esposta ad aggressioni esterne e batteri.

I disturbi cutanei più frequenti legati a un esaurimento delle energie psicofisiche sono:
-dermatiti: reazioni infiammatorie ricorrenti caratterizzate da macchie arrossate
-eczema: forma di dermatite pruriginosa in cui la cute si presenta secca, ispessita, arrossata e arriva a sanguinare se ci si gratta troppo
-orticaria: si riconosce per le chiazze e i cosiddetti pomfi (zone in rilievo) che prudono ma hanno una remissione spontanea
-acne: come forma di somatizzazione in seguito a eventi stressanti
-follicolite: infiammazione del follicolo pilifero causata da stress chimici come l’uso di detergenti non adeguati o da stress psicofisico.

Se poi a uno stile di vita frenetico, a un cambiamento di vita radicale o a un periodo stressante aggiungiamo anche l’inquinamento atmosferico, gli ambienti surriscaldati o troppo raffreddati e l’esposizione prolungata agli schermi del computer, si configura un quadro detto sindrome di disadattamento ambientale, che porta la pelle a invecchiare più precocemente e ostacola la remissione dei disturbi cutanei, sia lievi sia patologici.

Cosa fare allora? Se lo stress della vita di ogni giorno non è sempre evitabile o riducibile, qualcosa si può fare per quei piccoli shock e aggressioni che la pelle quotidianamente subisce a causa di prodotti o trattamenti sbagliati o di una dieta non proprio irreprensibile:

-Usate solo detergenti che rispettino l’acidità del pH cutaneo.
-No ai saponi per l’infanzia: sono troppo basici per la pelle degli adulti.
-No anche agli sbrub o peeling frequenti, senza indicazione di uno specialista.
-Scegliete la crema idratante secondo il vostro tipo di pelle.
-Seguite una dieta equilibrata, completa e ricca di cereali, frutta, verdura e tutti gli alimenti che contengono antiossidanti (la dermatite può essere causata dalla carenza di una vitamina del gruppo B, mentre la mancanza di proteine è tra le cause dell’eczema cronico e quella di manganese della dermatite esfoliativa).
-Consumate cibi ricchi di vitamina C e i bioflavonoidi, per accelerare la remissione di un’eventuale infiammazione.  
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Sintomi - Dermatite atopica

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Dal bebé all'adulto, tutti i sintomi della dermatite

Le manifestazioni più comuni della dermatite atopica sono il rossore, la secchezza cutanea, il prurito intenso e la formazione di vescicole e croste. 
All’inizio si manifesta con macchie e puntini rossi, prima sul viso, e, pian piano, su tutto il corpo. Successivamente si formano delle piccole vescicole che, rompendosi, portano alla formazione di crosticine pruriginose, fastidiosissime per il bambino. Il prurito, che è generalmente intermittente e intenso, compare soprattutto nelle ore serali e notturne.
Le lesioni acute si accompagnano a lesioni croniche, con cute ispessita, maggior evidenza dei normali solchi della pelle ed escoriazioni, soprattutto quando i bambini si grattano con frequenza e alto grado di intensità.

Inoltre, oltre alle evidenti e riconoscibili alterazioni cutanee, il bambino può manifestare irrequietezza e difficoltà a dormire, nella fase di crescita di ammala facilmente di rinite e asma, oltre a essere soggetto a numerose allergie alimentari.

La malattia può colpire ogni parte del corpo. La tipologia delle lesioni e la loro localizzazione variano a seconda dell'età del paziente:
-nel lattante le lesioni hanno un aspetto eczematoso e un colore rosso vivo, si presentano spesso con edema e talvolta vescicole, si localizzano soprattutto sul viso (fronte, guance e mento con risparmio del naso e della regione intorno alla bocca) e sulle superfici estensorie degli arti
-nel bambino più grande le lesioni appaiono come ampie chiazze desquamative con scarse manifestazioni vescicolari; si localizzano intorno alla bocca, sulle palpebre, sul collo, sulle caviglie, nelle pieghe dietro le orecchie e sulle pieghe interne degli arti
-nell'adulto le lesioni sono infiltrate e lichenificate (cute ispessita) e si localizzano soprattutto nelle pieghe dei gomiti e delle ginocchia.

La dermatite atopica è caratterizzata dall'alternanza di fasi di riacutizzazione e di fasi di remissione. In generale la stagione estiva, il sole e il mare, hanno un’azione curativa mentre un ambiente freddo e umido, e prevalentemente nella stagione invernale, causa di solito una recrudescenza della patologia.
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Diagnosi - Dermatite atopica

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Sulla cute e nel sangue: così si diagnostica la dermatite

In caso di sintomi riconducibili a dermatite atopica, si può sottoporre il bambino a test specifici per individuare le sostanze responsabili della reazione allergica all'origine dell'eczema.

Si può ricorrere a test cutanei (i più comuni) o a specifiche analisi del sangue.

1. TEST CUTANEI:

-PRICK TEST: si effettua per individuare quasi tutti i tipi di allergie, e consiste nell'applicare una piccolissima dose della sostanza sospetta sulla pelle del bambino. Nel giro di pochi minuti si osserva la comparsa, o meno, di bolle o arrossamenti

-PRICK BY TEST: si esegue come il precedente, è utile a individuare allergie alimentari; la sostanza applicata sarà l'alimento fresco

-PATCH TEST: è usato nei casi di sospetta allergia da contatto: si applica sulla pelle del bambino un cerotto con una dose minuscola della sostanza sospetta. Dopo due o tre giorni si controlla l'eventuale reazione della pelle.

2. ANALISI DEL SANGUE: si può valutare la presenza di anticorpi IgE nel sangue del bambino, con un semplice prelievo.
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Cura e Terapia - Dermatite atopica

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Curare la dermatite: dipende dalla gravità

La dermatite atopica può essere confusa con altri disordini caratterizzati dal prurito come la scabbia, la dermatite seborroica o le dermatiti allergiche da contatto.
Una volta appurata la natura della malattia, dato il carattere cronico e complesso dell’eczema atopico, i medici devono poter accedere ad un’ampia gamma di opzioni terapeutiche per aiutare i pazienti ad affrontare più efficacemente la patologia.

Per forme non gravi si ricorre a:
-emollienti (lozioni idratanti, creme e pomate): aiutano a ripristinare la barriera idro-lipidica della pelle, proteggendola dall’aggressione di fattori che potrebbero scatenare l’infiammazione. Gli emollienti devono essere applicati con regolarità, almeno due volte al giorno quotidianamente, anche in assenza dei sintomi, e sempre dopo un bagno.

-corticosteroidi topici (farmaci topici a base di cortisone): sono efficaci nella riduzione – e in qualche caso risoluzione – della infiammazione dell’episodio acuto.
Poiché agiscono anche su cellule cutanee non interessate dalla patologia, possono provocare effetti collaterali, come l’assottigliamento della cute e la formazione di macchie nelle aree trattate. Ecco perché generalmente si preferisce evitare l’uso in zone delicate come il volto, il collo e le pieghe della pelle, dove la cute è più sensibile.
In seguito ai potenziali effetti avversi e alle preoccupazioni dei pazienti e/o dei loro genitori per un uso frequente dei corticosteroidi topici, si tende a utilizzarli soprattutto per alleviare i sintomi delle forti riacutizzazioni dell’eczema.

Per forme gravi si ricorre a:
-potenti corticosteroidi topici o orali dotati di effetti antinfiammatori più forti con un rischio maggiore di eventi avversi

-agenti immunosoppressivi assunti per via sistemica.

Innovativa la terapia a base di inibitori topici della calcineurina (non steroidei).
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Curare la dermatite senza cortisone? Oggi si può

Gli inibitori topici della calcineurina sono il più innovativo approccio terapeutico alla dermatite atopica.
Queste nuove molecole inibiscono selettivamente la produzione di citochine proinfiammatorie, senza interferire con altre cellule presenti nel tessuto cutaneo, come per esempio quelle del sistema immunitario; pertanto sono in grado di risolvere l’infiammazione senza gli effetti collaterali associati all’ impiego di corticosteroidi.
Tra questi va fatta una menzione particolare per Elidel® (pimecrolimus), l’unica crema non steroidea (non a base di cortisone) approvata per il trattamento della dermatite atopica di grado da lieve a moderato, nei pazienti a partire dai due anni di età. Test clinici hanno dimostrato che Pimecrolimus è particolarmente indicato anche nelle aree più sensibili, quali volto e collo e pieghe cutanee, le parti del corpo dove i piccoli pazienti sono più colpiti.

Pimecrolimus è un rimedio terapeutico innovativo non steroideo studiato appositamente per il trattamento della dermatite atopica, la patologia infiammatoria cronica della pelle più diffusa nei bambini

Pimecrolimus, applicato alla comparsa dei primi segni e sintomi della malattia (prurito, arrossamento, aumento della secchezza cutanea) sino alla loro completa scomparsa, blocca selettivamente il processo infiammatorio all’origine, risolvendo rapidamente i sintomi ed evitando che l’episodio si aggravi. È inoltre in grado di modificare il decorso della malattia, controllando l’intensità del problema e gli episodi di riacutizzazione nel tempo. 

Poiché non comporta gli effetti collaterali associati alle terapie convenzionali basate su steroidi topici, Pimecrolimus è indicato anche nelle zone più delicate come il viso, il collo e le pieghe della pelle, le aree dove i piccoli pazienti sono più colpiti.
Pimecrolimus è una crema all’1%: è facile da applicare, non unge e si assorbe rapidamente. Caratteristiche fondamentali per l’applicazione sui bambini. Recentemente l’EMEA ha riconfermato Pimecrolimus come trattamento per la dermatite atopica da lieve a moderata, nei pazienti sopra i due anni d’età, quando la terapia con i farmaci a base di cortisone non sia possibile o raccomandabile.
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Bimbi: dermatite k.o. in vacanza!

Il sole e l’acqua sono due grandi amici della pelle dei nostri piccoli. Se il tuo bambino soffre di dermatite atopica, devi sapere che trarrà grande beneficio da una vacanza al mare.

Infatti i raggi ultravioletti esercitano sulla cute malata diversi benefici:
1. svolgono una notevole azione antinfiammatoria e battericida: spesso infatti in presenza di eczema la pelle viene aggredita da microrganismi come lo stafilococco, che peggiorano lo stato delle lesioni
2. gli Uv favoriscono il ricambio delle cellule e riducono la reazione del sistema immunitario che, nel caso della dermatite, è eccessiva.

Via libera anche ai bagni in mare: il sale ha un’azione cheratolitica, ossia favorisce il distacco delle cellule cutanee e il rinnovo della pelle. L’importante è sciacquare bene il bambino con acqua dolce per non disidratare troppo la cute e applicare nuovamente la crema solare.

Due le precauzioni fondamentali perché il soggiorno sia davvero efficace:

1. non dimenticare le regole della corretta esposizione solare dei bambini, soprattutto ricordati di applicargli più volte al giorno una crema solare con filtro protettivo alto (non inferiore a 30) e molto idratante, e di non esporre il piccolo al sole tra le 11 e le 16: il sudore e il caldo eccessivo infatti peggiorano una pelle afflitta da dermatite atopica
2. programma una permanenza di almeno tre settimane.

In più, se ne hai la possibilità, recati in una località termale: devi sapere infatti che:
1. le acque termali infatti esercitano un grande potere reidratante e antisettico sulla cute
2. nelle dermatiti del bambino, la balneoterapia in acqua termale tiepida sulfurea-salsobromo-jodica ottiene un importante effetto preventivo sulle recidive e mitigante-lenitivo sul dolore e sul prurito
3. queste cure limitano l'uso di farmaci con i loro effetti collaterali.

Attenzione: la cura termale deve essere personalizzata tenendo conto di diversi fattori come gravità, localizzazione della malattia, intensità del prurito, grado di secchezza cutanea ed età. Prima di partire fatti consigliare dal tuo medico di fiducia.
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Dermatite infantile: la fototerapia aiuta, ma...

Il sole fa bene alla pelle dei bambini. Per questo in caso di dermatite atopica si consiglia un soggiorno al mare, per usufruire degli effetti positivi dei raggi solari (e dell’acqua di mare).

Infatti i raggi ultravioletti esercitano sulla cute malata diversi benefici:
1. svolgono una notevole azione antinfiammatoria e battericida: spesso infatti in presenza di eczema la pelle viene aggredita da microrganismi come lo stafilococco, che peggiorano lo stato delle lesioni
2. gli Uv favoriscono il ricambio delle cellule e riducono la reazione del sistema immunitario che, nel caso della dermatite, è eccessiva.

E l'osservazione del miglioramento della dermatite in seguito a esposizione al sole ha ispirato alcuni ricercatori a utilizzare la fototerapia, già usata con successo contro la psoriasi, anche nella cura di questo disturbo.

La tecnica utilizza i raggi ultravioletti B a banda stretta ma, poiché il trattamento prevede l'esposizione in cabine, l'applicazione risulta difficile per i bambini, vittime privilegiate della patologia ma anche soggetti difficilmente disposti a rimanere immobili per lunghi periodi.
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Dermatite del bebé: 10 consigli per le mamme

La dermatite atopica va distinta dagli sfoghi cutanei semplici e innocui, come la crosta lattea, l'eritema solare o la dermatite da pannolino; infatti si tratta di una vera e propria malattia della pelle. Per questo non va sottovalutata ma trattata come tale.

1. La prima regola, come sempre, è la prevenzione. Abitudini e stili di vita possono influire sullo sviluppo della dermatite atopica e prevenire eventuali complicazioni, anche se non bastano a evitare la manifestazione della malattia. Quindi, corretta igiene del bambino e tante vacanze, in montagna (oltre i 1500 metri di altitudine), al mare o alle terme.

2. Resisti alla tentazione di lavare spesso e con forza la cute del tuo bambino, non farai che peggiorare la situazione, danneggiando ulteriormente la sua barriera cutanea.

3. Non usare le unghie per rimuovere le croste. In questo modo aumenterebbe il rischio di infezione, già presente per il grattamento del bambino dovuto al prurito.

4. Vestilo in modo leggero e fresco, con abiti di cotone naturale. No alla lana o al sintetico, mal tollerati da una pelle già irritata.

5. Nella fase acuta della malattia tienilo distante dagli animali, per evitare il contatto con la loro forfora.

6. Segui la terapia indicata dal pediatra fino a completa guarigione, senza interromperla al primo segno di miglioramento.

7. Sostituisci saponi e shampoo che usi abitualmente con prodotti specifici o con oli da bagno emollienti senza profumi né coloranti.

8. Mantieni le sue unghie sempre corte e pulite. Grattandosi, infatti, il piccolo rischia di procurarsi microlesioni che potrebbero infettarsi.

9. Se il prurito si fa insopportabile, rivolgiti di nuovo al pediatra, ti indicherà farmaci in grado di ridurlo.

10. Poiché la dermatite è associata ad altre malattie allergiche come la rinite e l’asma, tieni l’ambiente in cui vive il bambino il più possibile pulito e privo di polvere (anche se a questo proposito uno studio rivela che…).
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Curiosità - Dermatite atopica

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Che vergogna, ho la dermatite!

Oltre alle manifestazioni cutanee, la dermatite atopica (specie quando si presenta in forme molto acute ) può avere un impatto negativo anche a livello psicologico sulla qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie in quanto, in certi casi, può esporre i piccoli pazienti al rischio di discriminazioni da parte di coetanei.

In particolare negli adolescenti, alle prese con le ansie e le insicurezze di un’età di transizione, l’impatto della malattia può essere traumatico, specie quando la malattia si manifesta nelle aree del corpo più visibili, come il viso e il collo. Secondo ISOLATE, uno studio su larga scala condotto in 8 paesi, le manifestazioni della dermatite atopica intaccano l’autostima degli adolescenti che ne soffrono, causando in percentuali rilevanti episodi depressivi (52%), difficoltà di concentrazione (37%), disturbi del sonno (76%) che si riflettono negativamente anche sulle loro prestazioni scolastiche; il 39% degli adolescenti ha subito derisioni o umiliazioni a causa della loro condizione.

Che fare quindi? Un valido aiuto è offerto dalla psicoterapia, che consente di aiutare le persone colpite ad affrontare meglio le fonti di stress, suscettibili di peggiorare l’eczema.
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Polvere di casa: rischio o cura per l'eczema nei bambini?

Clamorosa scoperta: secondo alcuni studi tedeschi, i bambini esposti a una componente batterica della polvere di casa potrebbero essere meno soggetti allo sviluppo di eczema atopico. I genitori, tuttavia, non dovrebbero prendere il pretesto per lasciare troppa polvere in casa; infatti i bambini presi in esame, che vivevano nelle case più polverose, erano anche più esposti a una varietà di problemi respiratori nei primi sei mesi di vita, come bronchiti, bronchiti asmatiche e infezioni.

Secondo ricerche precedenti, la comune polvere di casa contiene endotossina, una componente della membrana cellulare di differenti tipi diversi di batteri. Gli esperti sostengono che l’esposizione del bambino ad agenti infettivi, o a loro componenti, potrebbe causare cambiamenti nel sistema immunitario che riducono i rischi di contrarre alcune malattie correlate all’allergia. Questa teoria è conosciuta con il nome di ipotesi igienica. La dottoressa Ulrike Gehring, dell’Istituto Epidemiologico di Neuherberg, assieme ai suoi collaboratori, ne riporta i risultati dello studio sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Per studiare la relazione tra endotossina ed eczema, il team di ricercatori ha valutato sia la salute sia le case in cui vivevano 1884 neonati. Tre mesi dopo la nascita venivano esaminati i materassi della madre e del bambino per valutare la presenza di polvere di casa.
Durante i primi 6 mesi di vita i bambini che vivevano nelle case con livelli più elevati di endotossina, dimostrarono un rischio dimezzato di contrarre l’eczema rispetto a quelli che abitavano in quartieri più salubri. Il rovescio della medaglia era che si sono dimostrati più soggetti ad ammalarsi di infezioni respiratorie.
Il rischio di bronchite asmatica risultava più che raddoppiato per questi neonati a sei mesi di età, e ad un anno raggiungeva un valore di 1,6 volte più alto rispetto a quello di bambini che vivevano in case con contenuto di polvere minore.

Secondo lo studio pubblicato risulta quindi rafforzata l’ipotesi igienica secondo cui l’esposizione ad alte concentrazioni di endotossina in giovanissima età è in grado di diminuire il rischio di sviluppo di eczema atopico ma anche di incrementare il rischio di insorgenza di malattie respiratorie non specifiche.
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Glossario per Dermatite atopica - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Allergene
 - Antigene
 - Istamina
 - Atopia
 - Rinite
 - Corticosteroidi
 - Fototerapia
 - Prick-test
 - Stafilococco


Farmaci

 - ADVANTAN*CR IDROF 20G 0,1%
 - ADVANTAN*CREMA 20G 0,1%
 - ADVANTAN*EMULS 50G 0,1%
 - ADVANTAN*SOL CUT 20ML 0,1%
 - ADVANTAN*UNG 20G 0,1%
 - ALTOSONE*CREMA 30G 0,1%
 - ALTOSONE*SOL CUT FL 30G 0,1%
 - ALTOSONE*UNG 30G 0,1%
 - BIDIEN*CREMA 30G 0,025%
 - BIDIEN*UNG 30G 0,025%
 - CAPITAL*INIET 3F 4MG/1ML
 - CELESTONE*IM 3F 1ML 6MG/ML RM
 - CELESTONE*IM IV 5F 4MG/ML 1ML
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Autore: Roberta Camisasca - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 31-12-2015

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