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Meningite


La malattia è anche conosciuta come:
infezione delle meningi


Dopo il rilevamento di alcuni focolai di meningite batterica in Veneto e in altre regioni, l'Italia trema per la paura del contagio. Ma la situazione, in realtà, è sotto controllo: basta essere informati correttamente...
Categoria: Malattie infettive


Che cos'è - Meningite

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Meningite: che cos'è

La meningite è un’infiammazione delle meningi cerebrali o midollari che si caratterizza per un numero abnorme di globuli bianchi nel liquido cerebrospinale. 
È spesso su base infettiva ed è una delle infezioni più comuni del sistema nervoso centrale; a volte può colpire anche il parenchima cerebrale (meningoencefalite). 

La meningite puà manifestarsi nel giro di ore o giorni nella forma acuta, oppure in un periodo di tempo più lungo nella forma subacuta o cronica. I tipi più comuni di meningite sono quella batterica e quella asettica. Mentre la seconda è più lieve e tende ad autolimitarsi spontaneamente, la prima può evolvere rapidamente nella temuta meningite batterica acuta, spesso fatale. 

Molti batteri possono causare questa grave forma di meningite, ma i più comuni sono gli streptococchi del gruppo B (Haemophilus influenzae) durante il primo e il secondo mese di vita, e successivamente i meningococchi (Neisseria Meningitidis), e gli pneumococchi (streptococcus pneumoniae). 

Grazie all'inserimento della vaccinazione nel calendario per l'infanzia, la meningite da Haemophilus influenzae è ormai sotto controllo in tutta Europa e anche in Italia. L’infezione da pneumococco è invece più diffusa: particolarmente a rischio sono i soggetti alcolisti e quelli affetti da otite cronica, mastoidite, sinusite, polmonite da pneumococco, anemia falciforme o splenectomia. 

Ma l'agente patogeno che provoca più frequentemente la meningite nei Paesi occidentali è il meningococco, diffuso nei Paesi occidentali nei sierogruppi B e C, che si trova nel rinofaringe di circa il 5% della popolazione. Difficilmente i portatori sani sviluppano in seguito meningite. Tuttavia, la meningite meningococcica è frequente nel primo anno di vita e in comunità chiuse quali caserme, collegi, residenze universitarie. Ancora oggi, il 10% dei pazienti colpiti da meningite meningococcica muore, mentre molti dei superstiti restano invalidi a vita. 

I batteri responsabili della meningite si diffondono con le goccioline respiratorie e con il contatto. Quindi raggiungono le meningi attraverso la circolazione sanguigna, oppure per estensione diretta di infezioni adiacenti (per esempio al naso o alle orecchie). Il periodo di incubazione varia da 3-4 giorni a poche ore.
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Meningite: i numeri in Italia

Le infezioni meningococciche sono diffuse in tutto il mondo, con rilevanza maggiore in inverno e in primavera.
In Italia, l’incidenza di meningite da meningococco è più bassa rispetto al resto d’Europa: 3-6 casi contro 14,5 su un milione di abitanti, con circa 180 malati segnalati ogni anno.
 
Una quota sempre crescente di meningococchi identificati nel nostro Paese negli ultimi anni appartiene al sierogruppo B (69%), mentre il sierogruppo C è stato identificato nel 24% dei pazienti e la restante quota è divisa tra gruppo A e W135, che sono più rari. 

In Italia la presenza di portatori sani di meningite sull’intero territorio nazionale è del 10-20%, con profonde differenze rispetto alle diverse zone e ai gruppi esaminati. In confronto a questo dato, il numero di malati risulta molto ridotto; non sono ancora completamente noti i fattori che scatenano la malattia. 

Infine, nella casistica italiana, il numero di casi secondari di meningite meningococcica è molto ridotto (circa 2%); ciò dipende anche dall’efficacia della profilassi post-esposizione, se effettuata tempestivamente.
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Meningite: no alla psicosi, il Ministero fa chiarezza

Come in ogni inverno, continua la presenza di casi sporadici di meningite batterica, in particolare da meningococco di sierogruppo C, sia in Veneto che in altre regioni in Italia. Il numero totale di casi di meningite è stabile negli ultimi anni e anche quest’anno il numero dei pazienti di cui è pervenuta segnalazione non eccede l’andamento invernale abituale. 

Per quanto riguarda le meningiti da meningococco C, si osserva negli ultimi due anni una diminuzione dei casi; non sono segnalati ulteriori casi associati al focolaio in Veneto dopo l’ultimo segnalato il 3 del corrente mese. A oggi, non risultano segnalati altri gruppi epidemici. 

La prevenzione della meningite da gruppo C è affidata all’uso dello specifico vaccino coniugato, indicato quale misura di contenimento dell’infezione che, si ricorda, è presente nella gola di persone asintomatiche che possono essere definite portatori sani, in oltre il 10% della popolazione generale.
La vaccinazione contro il meningococco C di particolari gruppi di popolazione è indicata soltanto in presenza di focolai epidemici quali quello veneto. Non è indicata la vaccinazione di soggetti che si recano in zone italiane colpite da focolai epidemici. 

La disinfestazione ambientale non è richiesta perché il meningococco C non permane nell’ambiente; analogamente, non vi sono motivi tecnici per sostenere la chiusura di scuole, asili o altri ambienti comunitari ove abbia soggiornato una persona malata. 

La profilassi antibiotica è efficace, ma va limitata ai contatti stretti del caso che, oltre ai conviventi, includono chi ha dormito e mangiato spesso nella stessa casa del paziente nonché le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con le sue secrezioni orali, per esempio attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti.
Il trattamento è raccomandato anche per i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie durante l’intubazione endotracheale o la respirazione bocca a bocca. 

Al contrario, la chemioprofilassi non è raccomandata per i contatti a basso rischio: cioè chi non ha avuto diretto contatto con le secrezioni orali, o ha avuto un contatto esclusivamente con un contatto ad altro rischio, ma non con il caso indice (contatto indiretto).
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Allarme meningite: attivo un numero verde per i genitori

Dopo gli ultimi casi di meningite, che oltre al Veneto hanno coinvolto altre regioni d’Italia, il Moige-Movimento Italiano Genitori prende posizione sulla vicenda.
Secondo l'associazione, ciò che contraddistingue l’Italia dagli altri Paesi europei è il federalismo vaccinale, unico elemento atto a spiegare perché la vaccinazione antipneumococcica e meningococcica, pur essendo raccomandata, è un diritto riconosciuto universalmente a tutti i bambini solo in alcune regioni. 

Nelle regioni italiane troviamo infatti normative differenti: vaccinazione gratuita per i nuovi nati, vaccinazione gratuita solo per le categorie a rischio, pagamento del ticket, co-pagamento, ecc. Questo non aiuta la comprensione del fenomeno e rischia di diventare un ostacolo alla prevenzione.
In questo senso troviamo ancora indietro in Italia regioni come il Lazio, Friuli, Piemonte, Campania e Sicilia. La Lombardia è stata una delle ultime ad adeguarsi allo standard europeo, approvando lo scorso ottobre una delibera che prevede la vaccinazione gratuita per tutti i bimbi da 0 a 3 anni, a cui manca però l’offerta attiva.

Per questo il Moige chiede la gratuità del servizio e l'inserimento nei Lea – Livelli Essenziali di Assistenza, e nel frattempo mette a disposizione di chiunque voglia maggiori informazioni il sito www.prevenzionemeningite.it e il numero verde 800.933.363.
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Prevenzione - Meningite

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Prevenire la meningite

L'unica misura preventiva della meningite è la vaccinazione. Dal 2002 è disponibile in Italia un vaccino contro il Meningococco C, cosituito da una frazione del batterio coniugata ad una proteina per aumentare l'efficacia. 

Questo vaccino, che può essere somministrato anche a bambini molto piccoli, è estremamente efficace contro il meningococco di gruppo C: in Gran Bretagna, la prima nazione al mondo in cui è stato introdotto su scala nazionale, dal 1999 si è ridotto del 95% il numero di casi di malattia da meningococco C tra i bambini e i giovani al di sotto dei 24 anni.

Il vaccino è fortemente raccomandato, ed effettuato gratuitamente presso le ASL, ai bambini con deficit immunitari, più a rischio di contrarre gravi infezioni. La raccomandazione è estesa però anche a tutti i bambini, soprattutto se frequentano una collettività infantile, e agli adolescenti. 
Non devono invece essere vaccinati i bambini di età inferiore a 2 mesi né quelli affetti da malattie acute. 

La vaccinazione antimeningococcica è ben tollerata: sono possibili reazioni locali temporanee (rossore, gonfiore, dolore, tumefazione) nella sede dell'iniezione, oppure reazioni sistemiche quali febbre, disturbi intestinali (vomito, diarrea, inappetenza), irritabilità, disturbi del sonno.
Sono estremamente rare reazioni di tipo allergico e disturbi del sistema nervoso. 

Il sito www.prevenzionemeningite.it è attivo per fornire ulteriori informazioni sul vaccino antimeningococcico, sui piani vaccinali e sui centri di vaccinazione presenti sul territorio nazionale. È disponibile anche un numero verde per saperne di più sulla meningite: 800.933.936.
La prevenzione delle epidemie di meningite prevede anche la chemioprofilassi con rifampicina per via orale per 48 ore nei confronti delle persone che sono entrate in contatto diretto con il malato.
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Vaccino meningite: boom di richieste, dosi verso esaurimento

A seguito di numerose richieste e segnalazioni di Regioni e ASL relative alla sempre più frequente richiesta di vaccino anti meningococcico e al possibile esaurimento delle dosi presso i Servizi Vaccinali delle ASL, gli ambulatori di medici e pediatri, le farmacie, si ritiene opportuno precisare che:

-la vaccinazione contro il meningococco C è opportuna solo per i nuovi nati e attualmente è offerta in modo gratuito in 12 Regioni. Il nuovo Piano nazionale vaccini, in via di definizione in queste settimane, prevede l’estensione gratuita anche nelle altre Regioni dove è comunque disponibile a pagamento o in regime di compartecipazione alla spesa 

-la vaccinazione di particolari gruppi di giovani e adulti è indicata solo in presenza di focolai epidemici, come quello che si è registrato in Veneto
 
-negli ultimi anni il numero totale di casi di meningite batterica è in diminuzione, con un calo dell’11% registrato nel 2007 (800 casi circa) rispetto al 2006 (900 casi circa)

-al momento quindi, non ci sono le condizioni per raccomandare la vaccinazione antimeningococcica alla popolazione (giovani e adulti) o a particolari categorie di persone

-quantità sufficienti di vaccino vanno riservate per lo svolgimento della routinaria attività vaccinale
 
-in nessun Paese occidentale sono avviate campagne di vaccinazione di massa della popolazione giovane e adulta.
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Pneumococco: bimbi protetti con la vaccinazione universale

Oltre 10 mila polmoniti, circa 200 mila otiti e qualche centinaio di casi di meningite e sepsi affliggono ogni anno, secondo le stime dei pediatri di famiglia, i bambini italiani fino a 14 anni di età. Colpevole un batterio: lo Streptococcus pneumoniae (Sp), detto più semplicemente Pneumococco. In Europa e negli USA si stimano tra 10 e 100 casi ogni 100 mila bambini con meno di 5 anni. Patologie che, nel caso delle meningiti e delle sepsi, possono portare addirittura a morte o a invalidità permanenti e che nei casi meno drammatici richiedono ricoveri ospedalieri e lunghe terapie antibiotiche. In tutto il mondo, in base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le infezioni da pneumococco uccidono un milione e 600 mila persone, di cui circa un milione sono bambini. 

Al tema e all’urgenza di mettere a punto un programma di vaccinazione universale, è stata dedicata la Consensus Conference sulla vaccinazione pneumococcica dei nuovi nati. Pediatri, igienisti, infettivologi e operatori di pubblica sanità hanno discusso efficacia e sicurezza del vaccino, herd immunity (o immunità di gruppo, ossia il principio secondo cui se vacciniamo i più piccoli si riduce il pericolo di trasmissione in tutta la popolazione generale), sierotipi emergenti nelle infezioni da Streptococcus pneumoniae e tutto ciò che concerne l’organizzazione di un programma di vaccinazione universale. 

Nel nostro Paese attualmente sono le Regioni ad avere competenza esclusiva in materia sanitaria e di conseguenza la vaccinazione pneumococcica avviene a macchia di leopardo. L'obiettivo invece è una vaccinazione pneumococcica offerta a tutti i nuovi nati gratuitamente e attivamente, che faccia parte dei LEA, i livelli essenziali di assistenza, nazionali.

Negli Stati Uniti, dove il vaccino ha raggiunto un tasso di copertura pari all’80% dei bambini, è raccomandato dal 2000 per tutti i nuovi nati fino a 5 anni di età. Analogamente, la maggioranza dei Paesi europei ha inserito il vaccino nel calendario immunologico dell’età evolutiva, attuando in tal modo un’offerta universale per tutti i nuovi nati da 0 a 5 anni. 

In Italia, in via cautelativa il Ministero della Salute ha indicato con Circolare n.11 del 19/11/2001 che la vaccinazione dovesse essere offerta gratuitamente ai bambini di età inferiore ai 5 anni appartenenti a categorie a rischio di infezione da pneumococchi (affetti perciò da patologie croniche, quali la talassemia, il diabete mellito, l’infezione da Hiv, l’immunodepressione e altre). Con la stessa nota il Ministero invitava le autorità sanitarie a non trascurare l’opportunità di privilegiare i bambini che frequentavano comunità, quali asilo e scuole materne.
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Sintomi - Meningite

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Meningite: come riconoscerla

I pazienti affetti da meningite accusano febbre, cefalea e regidità nucale, vomito. Negli adulti si possono raggiungere condizioni gravissime nel giro di 24 ore, e nei bambini anche in meno tempo.
Spesso si manifestano crisi convulsive, nel 20% dei casi anche paralisi facciali e sordità. La disidratazione è comune, e il collasso vascolare produce shock cardiaogeni
L’infezione meningococcica, che può essere estesa ai polmoni, alle articolazioni e altrove, è riconoscibile per la presenza di chiazze esantematiche purpuree rilevabili dall’ispezione della testa, delle orecchie, della colonna vertebrale. 

Nei bambini con meno di due anni questi segni possono essere assenti, e in quelli più piccoli di due mesi i sintomi sono spesso aspecifici, soprattutto in una fase precoce della malattia. La febbre, l’ipotermia, lo scarso appetito, il vomito, la letargia e l’irritabilità sono sintomi comuni con i quali si può presentare la meningite nei neonati. Sono possibili crisi convulsive, pianti acuti e l’ingrossamento del capo e delle fontanelle. 

Anche negli anziani la meningite può presentare sintomi aspecifici, per esempio uno stato di confusione con o senza febbre. Inoltre, la rigidità del collo provocata dall’artite può trarre in inganno. 

Spesso, poi, accade che i sintomi tipici delle prime fasi della meningite vengano scambiati per quelli di un’otite o di una sinusite, e trattati di conseguenza con terapia antibiotica orale.
Questo può arrestare fino alla scomparsa l’infezione, ma si tratta di un’azione temporanea. I pazienti meningei così trattati possono sembrare allora non malati, o presentare segni più lievi e dalla progressione più lenta. Come è evidente, questa situazione può impedire in maniera significativa il riconoscimento della meningite.
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La diagnosi di meningite

Dal momento che la meningite batterica acuta, soprattutto se meningococcica, può essere letale in poche ore, deve essere diagnosticata e trattata rapidamente. Nei neonati e bambini piccoli la malattia è molto difficile da diagnosticare, poiché i sintomi iniziali sono poco specifici. 

Al di là dell’analisi clinica dei sintomi, la diagnosi di meningite viene effettuata attraverso l’analisi del liquido cefalorachidiano (LCR o liquor), che risulta positivo nel 90% dei casi.
A volte, però, gli esiti possono essere falsamente negativi nei pazienti già parzialmente trattati in passato. 

Quando viene prelevato un campione di liquor, gli esami da prendere in considerazione sono:

  • Esame chimico fisico. Indaga pressione, aspetto, colore, glicorachia, concentrazione di proteine, conta e differenziazione cellulare ed esame del sedimento.
  • Esame microbiologico. Prevede l’analisi della concentrazione dei batteri, la loro coltura e i test di suscettibilità antimicrobica.
  • Altri dati di laboratorio. Comprendono la ricerca dell’endotossina, della proteina C reattiva e dell’LDH, l’analisi radiologica di eventuali edemi cerebrali e altri esami denominati metodi rapidi

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La meningite si batte sul tempo

La somministrazione tempestiva degli antibiotici e le terapie di supporto hanno ridotto la mortalità delle meningiti batteriche al 10%. Tuttavia, se la meningite è trattata tardivamente o si manifesta nei neonati, o negli anziani, o nei pazienti immunodepressi, la morte è frequente. In più, coloro che sopravvivono alle infezioni gravi spesso presentano sordità, deficit di altri nervi cranici, infarto, crisi convulsive ricorrenti o ritardo mentale

La terapia primaria della meningite batterica resta quella antibiotica, da somministrare appena vi sia la certezza della diagnosi o anche, nei casi più gravi, in attesa dei risultati dell’esame del liquido cefalorachidiano. La scelta degli antibiotici dipende dall’agente patogeno e dall’età del paziente. 

Le cefalosporine di terza generazione sono efficaci contro i batteri più comuni a tutte le età, mentre contro le infezioni da Pneumoniae viene preferito il cefepime, una cefalosporina di quarta generazione.
Oggi, però, gli pneumococchi resistenti alle cefalosporine stanno aumentando esponenzialmente; per questo, generalmente, si preferisce aggiungere al trattamento un principio attivo chiamato vancomicina, con o senza rifampicina. A questi farmaci viene associata anche la somministrazione di desametasone, prima e dopo per 4 giorni, allo scopo di prevenire la perdita dell’udito e altre conseguenze neurologiche.
Le terapie di supporto comprendono invece il trattamento della febbre, della disidratazione, dei disturbi elettrolitici, delle convulsioni e dello shock.
Infine, i pazienti con una grave meningite meningococcica possono trarre beneficio dalla proteina C attivata (drotrecogina alfa), che riduce la reazione infiammatoria.
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Prevenzione meningite, l'importanza del piano vaccini

«Il caso di meningite che ha colpito il 12enne di Mortara (Pavia) deve ricordarci l'importanza della prevenzione, la migliore arma che abbiamo contro questa pericolosa malattia. Non è un caso che proprio quest'anno il Ministero della Salute abbia inserito la prevenzione della meningite nel Piano Nazionale Vaccini». A dirlo è la presidente nazionale del Moige - Movimento Italiano Genitori, Maria Rita Munizzi, che comunica anche di un incontro avvenuto questa mattina a Milano tra i vertici lombardi e nazionali del Moige e l'Assessore lombardo alla Sanità Alessandro Cè.

«La Lombardia purtroppo è una delle regioni che ancora non si è adeguata al nuovo piano nazionale vaccini», spiega la presidente, «ogni Asl da il vaccino secondo criteri differenti e spesso i genitori devono pagarlo di tasca propria, spendendo cifre che, per l'antipneumococco e l'antimeningococco insieme, possono arrivare alle 500 euro per figloi».

Secondo un'accurata indagine condotta dal Moige in Lombardia ognuna delle 14 Asl prevede un trattamento diverso: c'è chi offre gratuitamente il vaccino contro pneumococco e meningococco solo alle categorie a rischio, che sono una piccola minoranza, chi chiede una compartecipazione da parte dei genitori (ticket) e chi lo lascia interamente a carico della famiglia.
L'Asl di Pavia, a cui appartiene il bambino ora in coma, concede i vaccini gratis solo alle categorie a rischio. Gli altri per proteggersi dallo pneumococco devono pagare il ticket, mentre per l'antimeningococco devono pagare tutto di tasca propria.
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Glossario per Meningite - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Pneumococco
 - Obbligo di cura e denuncia
 - Streptococcus pneumoniae


Farmaci

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 - ALOZOF*2CPS 150MG
 - AMBISOME*INFUS 10FL LIOF 50MG
 - AMBRAMICINA*16CPS 250MG
 - AMICASIL*IM EV 10F 500MG/2ML
 - AMIKACINA TEVA*IM EV 1F 1G 4ML
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 - AMIKAN*IM 1F 0,5G 2ML
 - AMIKAN*IM 1FL 1G 4ML
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 - AVIFLUCOX*10CPS 100MG
 - AVIFLUCOX*7CPS 200MG
 - BRAMICIL*INIET 10F 100MG 2ML
 - BRAMICIL*INIET 10F 150MG 2ML
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 - CANACID*7CPS 200MG
 - CANDIFLU*10CPS 100MG
 - CANDIFLU*2CPS 150MG
 - CANDIFLU*7CPS 200MG
 - CAPITAL*INIET 3F 4MG/1ML
 - CEFTAZIDIMA ALMUS*IM 1FL 1G+F3
 - CEFTAZIDIMA ALT*IM FL 1G+F3ML
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 - CEFTAZIDIMA BIO*EV 1FL 2G
 - CEFTAZIDIMA BIO*IM 1F 1G+F 3ML
 - CEFTAZIDIMA BIO*IM F+F500MG/1,
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Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

accidente tumefazione retropubica dell'addome in assenza di minzione affanno affaticabilità agitazione disturbi dell'alimentazione anoressia apoplessia diminuzione dell'appetito disturbi dell'appetito fame di aria asfissia assenza astenia brividi rottura dei capillari cefalea repulsione per il cibo irrigidimento del collo colpo coma conato confusione perdita di conoscenza contorcimenti contorsioni convulsioni paralisi di metà del corpo perdita di coscienza costipazione macchie puntiformi emorragiche della cute debolezza deformazione deformità diaforesi dismorfismo dispnea aumento della sensibilità al dolore eccitabilità eccitazione ematemesi emicrania emiparesi emiplegia esauribilità mancanza della fame febbre difficoltà di espulsione delle feci mancanza del fiato alterazione della forma mancanza delle forze fotofobia globo vescicale impazienza inappetenza iperalgesia ipertermia irrequietezza irritabilità lipotimia lombaggine lombalgia dolore lombare intolleranza alla luce malformazione perdita completa della mobilità perdita della mobilità movimenti involontari nausea nervosismo irrigidimento della nuca obnubilamento orripilazione tumefazione retropubica in assenza di minzione pancia paralisi paresi pelle d'oca macchie puntiformi emorragiche della pelle petecchie porpora rachialgia rallentamento difficoltà della respirazione difficoltà di respiro mancanza del respiro rigetto rigor nucalis rigurgito dolore alla schiena scosse perdita dei sensi sincope senso di soffocamento sonnolenza spasmi spossatezza stanchezza stipsi stitichezza stupore sudorazione sudorazione notturna sudori freddi suscettibilità svenimento innalzamento della temperatura tensione male di testa torpore traspirazione tremore alterazioni del viso voltastomaco vomito sangue nel vomito sensazione di vomito

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Autore: Silvia Nava - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 28-12-2015

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