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Conosciamo le cure palliative

Cosa sono le cure palliative?

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Pubblicato il: 01-12-2008

Quando tutte le possibilità di cura sono state sfruttate, entrano in gioco le cure palliative. Garantire al malato il diritto di non soffrire inutilmente è la mission di questa medicina

Sanihelp.it - Le cure palliative consistono nell’assistenza attiva e totale dei pazienti terminali quando la malattia non risponde più alle terapie e il controllo del dolore, dei sintomi, degli aspetti emotivi e dei problemi sociali diventa predominante. Il termine palliativo deriva dal verbo palliare, che significa ricoprire di un velo (dal latino pallium: velo). Da qui il significato di calmare i sintomi più gravi di un male, dare sollievo, coprire con un velo la parte più terribile di una malattia.

Ecco i fondamenti delle cure palliative:
• Le cure palliative rispettano la vita e considerano il morire come un processo naturale.
• Il loro scopo non è quello di accelerare o differire la morte, ma quello di garantire la migliore qualità di vita, sino alla fine.
• Il malato terminale ha davanti a sé l'esito inevitabile del percorso patologico: la morte; tuttavia fino a quel momento ha il diritto di vivere nel migliore dei modi possibili, ha il diritto di non soffrire inutilmente.
• Le cure palliative forniscono al paziente un’assistenza globale, con attenzione alle necessità mediche, ma anche agli aspetti emotivi e psicologici.
• L’intervento si compie anche nei confronti del nucleo familiare e dei caregivers.

La medicina ha considerato fino a pochi anni fa le cure palliative, non orientate verso la guarigione ma solo verso il controllo dei sintomi, come un terreno subordinato, perché rivolte a pazienti che escono dalle tradizionali possibilità d’azione, pazienti per i quali non c’è più da sperare. Così, fino a pochi anni fa, il paziente veniva abbandonato nel momento più delicato, nella fase terminale: l’ospedale lo dimetteva e l’assistenza medica e infermieristica si riduceva, il medico di base si trovava di fronte a sintomi complessi e a esigenze psicologiche accresciute, la famiglia era impreparata e piena di disagi.
Negli ultimi anni però il riconoscimento e l’applicazione di queste cure ha fatto passi da gigante, anche se la strada è ancora lunga e in salita.

Le cure palliative possono essere somministrate in strutture dedicate (hospice, ospedali o Unità di cure palliative), oppure a domicilio, prevedendo l’assistenza e il supporto di personale specializzato. L’hospice è una struttura sanitaria nella quale sono garantite, in regime di residenzialità, le prestazioni di cure palliative a pazienti affetti da malattie inguaribili, in fase avanzata ed evolutiva.

I farmaci utilizzati sono gli oppioidi, un tipo di analgesici indicati per alleviare il dolore. In molti casi, resistono forti pregiudizi nei confronti di questi farmaci, sia da parte dei medici che dei pazienti. Termini come morfina o dipendenza creano infatti spesso allarmismo e paure, soprattutto per via dei possibili effetti collaterali, tra cui il più temuto è la costipazione indotta da oppioidi (OIC). Oltre il 50% dei pazienti ricoverati nelle Unità di Cure Palliative accusa tale disturbo.
Ma a breve sarà disponibile in Italia un farmaco mirato a contrastare l’effetto periferico degli oppioidi sul tratto gastrointestinale, senza interferire sull’assetto analgesico di questi nel sistema nervoso centrale.

La terapia del dolore non è destinata solo alla fase terminale della vita dei pazienti con malattie inguaribili, ma deve essere presa in considerazione fin dalle fasi iniziali del cancro o di altre patologie irreversibili (malattie metaboliche gravi, neurologiche, infettive, respiratorie). Avere ben presente la distinzione tra fase terminale e fase avanzata della malattia permette di impostare correttamente la terapia del dolore, secondo gradualità e intensità commisurate all’evoluzione della patologia.

È bene ribadire comunque che quando si parla di cure palliative non si intende soltanto la terapia del dolore, ma ci si riferisce a un sistema globale di assistenza, che da una parte deve garantire a tutti i pazienti l’accesso ai diversi setting di cura e dall’altra programmare ulteriori interventi di gestione degli effetti indesiderati che possono derivare dagli oppioidi, in una visione ampia di attenzione alla qualità della vita del paziente in cui sono molte le figure professionali coinvolte, tra le quali il palliativista, il terapista del dolore, il medico oncologo e il medico di medicina generale.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Statuto dell''Associazione Europea per le Cure Palliative

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