Amilasi
Descrizione
L'amilasi è un enzima che catalizza l'idrolisi dell'amido in zuccheri semplici. È prodotta principalmente dal pancreas (isoenzima P) e dalle ghiandole salivari (isoenzima S). Nel siero normale, circa il 40% è di origine pancreatica e il 60% salivare. L'amilasi viene filtrata dal rene e può essere dosata anche nelle urine. L'aumento dell'amilasi sierica è un marker tradizionale di pancreatite acuta, ma è poco specifico: molte condizioni non pancreatiche possono causarne l'elevazione. L'amilasi pancreatica (isoamilasi P) è più specifica per il pancreas. Nella pancreatite acuta, l'amilasi aumenta entro 6-12 ore dall'esordio, raggiunge il picco a 48 ore e si normalizza in 3-5 giorni. Per questo motivo, può essere normale in caso di presentazione tardiva o in pancreatite cronica con insufficienza pancreatica.
Preparazione all'esame
Non è strettamente necessario il digiuno, ma è preferibile un prelievo a stomaco vuoto. Evitare alcol nelle 24 ore precedenti. Segnalare eventuali procedure endoscopiche recenti (ERCP) o assunzione di farmaci che possono aumentare l'amilasi.
Valori di riferimento
Amilasi totale: 30-110 U/L (varia con il metodo). Amilasi pancreatica (isoenzima P): 17-115 U/L. Valori >3 volte il limite superiore sono molto suggestivi di pancreatite acuta.
Interpretazione dei risultati
Aumenti >3 volte il limite superiore della norma, nel contesto clinico appropriato (dolore addominale), sono fortemente suggestivi di pancreatite acuta. Aumenti più lievi sono meno specifici. L'amilasi può essere normale in pancreatite acuta in caso di: presentazione tardiva (>48-72 ore), pancreatite cronica con atrofia ghiandolare, ipertrigliceridemia severa (interferenza analitica), pancreatite alcolica (più frequente lipasi elevata isolata). Per la diagnosi di pancreatite acuta sono necessari 2 criteri su 3: dolore addominale tipico, amilasi/lipasi >3x normale, imaging compatibile. La lipasi è più specifica e sensibile dell'amilasi per la pancreatite.
▲ Valori alti
Cause pancreatiche: pancreatite acuta (causa più comune di aumenti marcati), riacutizzazione di pancreatite cronica, pseudocisti pancreatica, carcinoma pancreatico (aumento variabile). Cause non pancreatiche: patologie delle ghiandole salivari (parotite, scialoadenite, calcoli salivari), insufficienza renale (ridotta clearance), macroamilasemia (amilasi legata a immunoglobuline, non filtrata), patologie intestinali (perforazione, occlusione, ischemia mesenterica), gravidanza ectopica rotta, chetoacidosi diabetica, ustioni gravi, traumi addominali, post-ERCP, farmaci (oppioidi, tiazidici). Aumento isolato dell'amilasi salivare: patologie salivari, alcuni tumori.
▼ Valori bassi
Amilasi bassa si osserva in: pancreatite cronica avanzata con insufficienza pancreatica, fibrosi cistica (insufficienza pancreatica), pancreatectomia, epatopatia severa. L'ipoamilasemia non ha generalmente significato clinico rilevante se non nel contesto di insufficienza pancreatica esocrina.
Quando rivolgersi al medico
Consultare urgentemente il medico in caso di dolore addominale acuto epigastrico irradiato al dorso con amilasi elevata (sospetta pancreatite acuta, che richiede ricovero). Amilasi >3 volte il limite superiore con clinica suggestiva è indicazione al ricovero. Sintomi associati che richiedono valutazione urgente: vomito persistente, tachicardia, ipotensione, febbre, difesa addominale. Amilasi moderatamente elevata senza sintomi richiede comunque approfondimento diagnostico (ecografia addome, eventuale TC). In caso di pancreatite, è importante identificare la causa (calcolosi biliare, alcol) per prevenire recidive.
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